
Esperti, "nuove ormonoterapie orali siano disponibili in Italia"
L'impiego di nuove ormonoterapie orali nei casi di tumore al seno potrebbe posticipare trattamenti più aggressivi, quali la chemioterapia, e ridurre il rischio di progressione della malattia o di morte del 45% rispetto alla terapia endocrina "convenzionale". E' il caso di elacestrant, il primo degradatore selettivo del recettore degli estrogeni (SERD) attivo per via orale, raccomandato nel sottogruppo di pazienti resistenti a cicline con mutazioni ESR1, che hanno già ricevuto una prima linea di terapia antiormonale.
Il trattamento è innovativo in quanto nella popolazione luminale HER2 negativa che ha il massimo bisogno terapeutico a causa delle mutazioni di ESR1, è il primo SERD orale che ha dimostrato efficacia nelle pazienti cicline-resistenti, il primo prescrivibile su un test di biopsia liquida e non sulle più invasive biopsie tissutali". Come spiega Saverio Cinieri (nella foto), Presidente Fondazione Aiom - Associazione Italiana di Oncologia Medica, "le mutazioni di ESR1, possono raggiungere il 40% dei casi di carcinoma del seno ER+, HER2-. Per individuare le pazienti ora gli specialisti hanno a disposizione anche la biopsia liquida, un'analisi del sangue che valuta il DNA tumorale circolante ed è un esame utile ai fini sia diagnostici che prognostici". Elacestrant è "il primo orale degradatore selettivo del recettore degli estrogeni alfa (ER-a) e svolge un'attività contro le mutazioni del gene ESR1- dichiara Giuseppe Curigliano, Direttore Divisione Sviluppo nuovi farmaci all'Istituto Europeo di Oncologia di Milano e Professore di Oncologia Medica Università Statale di Milano -. I minori effetti collaterali e l'assunzione orale quotidiana favoriscono l'aderenza terapeutica e il mantenimento della qualità di vita". Per Antonella Iadanza, Patient Advocate di Fondazione IncontraDonna ad essere apprezzate sono "la poca invasività del test e la precisione nella selezione delle terapie da parte degli specialisti. Per questo il ricorso alla biopsia liquida deve essere incentivato in tutte le strutture sanitarie della Penisola".
Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
Al via i bandi Fellowship e Community Award di Gilead per progetti in ambito infettivologico, epatologico e oncologico, tra ricerca e terzo settore.
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Il commento del Presidente dell’Associazione di Radioterapia e Oncologia Clinica (AIRO) sui risultati dei ricercatori italiani pubblicati sulla nota rivista scientifica e presentati al congressosul tumore al seno
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