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Malaria, bene i primi test di un nuovo vaccino basato su parassita 'Ogm'

Infettivologia Redazione DottNet | 28/11/2024 13:44

Capace di indurre una risposta immunitaria più completa

Un nuovo vaccino per la malaria mostra di essere efficace e sicuro in un piccolo trial clinico guidato da esperti olandesi dell'università di Leiden e Radboud University Medical Center e pubblicato sul New England Journal of Medicine. Lo studio ha rilevato che l'immunizzazione con una versione geneticamente modificata del parassita malarico Plasmodium falciparum, GA2, induce una risposta immunitaria favorevole e offre un'efficacia protettiva contro l'infezione.  I vaccini attualmente disponibili offrono una protezione modesta e di breve durata. I ricercatori hanno condotto un trial clinico per valutare la sicurezza, il profilo degli effetti collaterali e l'efficacia dell'immunizzazione tramite punture di zanzare infettate con il parassita geneticamente modificato, progettato per svilupparsi più a lungo nel fegato, all'interno delle cellule epatiche, esponendo così il sistema immunitario a una gamma più ampia di antigeni del parassita.

L'idea è che questa esposizione prolungata migliori la capacità del sistema immunitario di riconoscere e combattere il parassita attivando risposte immunitarie più complete. Volontari adulti sani, senza precedente esposizione alla malaria, hanno ricevuto o l'immunizzazione con GA2, o l'esposizione a un altro parassita noto come GA1 o un placebo consistente in punture di zanzare non infette; un totale di 25 partecipanti, 10 nel gruppo GA2, 10 nel gruppo GA1 e cinque nel gruppo placebo.

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I partecipanti hanno ricevuto tre sessioni di immunizzazione a intervalli di 28 giorni, ciascuna comportando l'esposizione a 50 zanzare con GA2, GA1 o nessun parassita. Tre settimane dopo l'ultima immunizzazione, tutti i partecipanti sono stati esposti a un'infezione controllata da malaria per valutarne l'efficacia protettiva.    I risultati di efficacia sono stati sorprendenti. Il vaccino (GA2) offre una protezione nell'89% dei partecipanti (8 su 9), rispetto al 13% (1 su 8) del gruppo GA1 e a nessuno nel gruppo placebo. Non si sono verificati casi di infezione tra i partecipanti esposti a GA2, indicando un profilo di sicurezza forte. Le analisi immunologiche hanno rivelato che i partecipanti che avevano ricevuto GA2 mostravano una frequenza significativamente più alta di cellule T CD4+ specifiche per P.  falciparum rispetto a quelli del gruppo GA1. Queste cellule mostravano una risposta proinfiammatoria forte, con rilascio di interferone-γ, fattore di necrosi tumorale α e interleuchina-2.

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