
È quanto emerge dai risultati preliminari dello studio italiano multicentrico BORN (umBilical blOod to tRansfuse preterm Neonates)
Funzionano le trasfusioni di sangue cordonale ai nati prematuri: aumentando i livelli di emoglobina fetale, aiutano a prevenire la retinopatia che è una grave conseguenza della prematurità che può pregiudicare gravemente la vista del bambino. È quanto emerge dai risultati preliminari dello studio italiano multicentrico BORN (umBilical blOod to tRansfuse preterm Neonates), spiega Luciana Teofili, direttrice della UOC Emotrasfusione Policlinico Gemelli IRCCS e docente all'Università Cattolica di Roma, che ha coinvolto otto banche del cordone e otto unità di terapia intensiva neonatale. Sono stati coinvolti 146 neonati prematuri (nati dalla 24° settimana in su), assegnati in maniera casuale a due gruppi: il primo riceveva il supporto trasfusionale standard (sangue adulto), l'altro quello con globuli rossi da cordone, fino alla 32esima settimana di età post-concepimento (es.
Un nuovo biomarcatore potrebbe aiutare a prevedere come evolverà il Parkinson, supportando terapie più mirate nei primi anni.
Nuovi dati clinici rafforzano il ruolo della terapia genica nella maculopatia umida, con risultati positivi fino a 2 anni anche nei pazienti resistenti alle terapie standard.
La terapia genica RGX-314 mostra efficacia fino a 4 anni e apre alla possibilità di trattare la maculopatia umida con una sola iniezione intravitreale.
Nuovi dati clinici rafforzano il ruolo della terapia genica nella maculopatia umida, con risultati positivi fino a 2 anni anche nei pazienti resistenti alle terapie standard.
La terapia genica RGX-314 mostra efficacia fino a 4 anni e apre alla possibilità di trattare la maculopatia umida con una sola iniezione intravitreale.
Nuova frontiera delle cure di patologie dell'endotelio corneale
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