
Buoni risultati a un anno dall'impianto di microchip retinici in 38 pazienti legalmente non vedenti: l'impianto ha ripristinato la visione in questi pazienti, consentendo loro di leggere sequenze di lettere con un miglioramento clinicamente significativo dell'acuità visiva misurabile mediamente in 4-5 righe del tabellone che usa l'oculista e nei casi migliori 11-12 righe. Si tratta dei risultati preliminari dello studio clinico PRIMAvera, su pazienti con atrofia geografica (l'esito più grave della degenerazione maculare senile che porta al deterioramento della vista), ai quali è stato impiantato il sistema retinico Prima. Anticipati dall'azienda Science Corporation, i risultati preliminari sono stati presentati in Spagna al Congresso mondiale dedicato alla visione artificiale e alle interfacce cervello-computer 'Brain & Chip '24', da Andrea Cusumano dell'Università di Tor Vergata, Direttore Scientifico del progetto in Italia, in presenza tra gli altri anche di Daniel Adams, direttore scientifico di Neuralink. I pazienti che hanno partecipato alla sperimentazione erano incapaci di leggere e di riconoscere i volti.



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