
E' urgente accelerare il riconoscimento delle maculopatie come malattie croniche e il loro inserimento nel Piano Nazionale Cronicità per poter garantire il diritto a una gestione della malattia equa e appropriata su tutto il territorio nazionale. È quanto emerso nell'incontro che si è svolto a Roma alla presenza di clinici, Associazioni di Pazienti e dei Cittadini, Istituzioni, con il contributo non condizionante di Roche, realizzato sotto l'egida dell'Intergruppo Parlamentare Prevenzione e Cura delle Malattie degli Occhi. Le maculopatie più diffuse sono la degenerazione maculare legata all'età (AMD), di cui la neovascolare o 'umida' (nAMD) rappresenta la forma più avanzata, e l'edema maculare diabetico (DME), una delle complicanze del diabete. Si stima che i pazienti nAMD e DME in Italia siano più di 500.000 e che, entro il 2040, possano raddoppiare, complici l'invecchiamento della popolazione e l'incremento dei casi di diabete. Un recente studio ha quantificato in 60mila euro il costo complessivo dell'assistenza al paziente con AMD nell'arco della vita, dei quali circa il 67% è rappresentato da costi sociali. "Da questo studio si evince come l'ottimizzazione del percorso di presa in carico del paziente, migliorerebbe l'aderenza terapeutica e garantirebbe migliori outcome clinici, consentendo lai riduzione di oltre un terzo dei costi sostenuti dal sistema sanitario" sottolinea Teresio Avitabile, Presidente della Società Italiana di Scienze Oftalmologiche.



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