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Psichiatri, subito una commissione interministeriale sulla sicurezza

Professione Redazione DottNet | 09/01/2025 09:57

Nel 2023 16mila aggressioni che hanno coinvolto 18.000 operatori

Il Coordinamento nazionale dei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura, sezione speciale della Società Italiana di Psichiatria (Sip), chiede al ministro della Salute, Orazio Schillaci, l'istituzione di una Commissione Interministeriale che coinvolga il ministero degli Interni e di Grazia e Giustizia che affronti immediatamente il tema della sicurezza degli operatori sanitari.   I numeri, afferma la Sip, "sono impietosi: i dati pubblicati dal ministero della Salute relativi all'anno 2023, raccolti dall'Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Sociosanitarie, registra 16mila aggressioni in un anno che hanno coinvolto 18.

000 operatori. Due terzi delle persone aggredite sono donne". Gli ultimi sono due infermiere e un'operatrice sociosanitaria, colpite brutalmente nel dipartimento di psichiatria dell'ospedale di Prato nella notte tra il 5 e il 6 gennaio.  "È gravissimo che questi fatti diventino 'normali' nel lavoro degli operatori sanitari - spiega Giancarlo Cerveri, co-presidente del Coordinamento della Sip -. Non è accettabile che qualcuno possa andare a lavorare con la paura per la sua incolumità.

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Difendere il Servizio Sanitario Nazionale passa anche dal difendere i lavoratori che vi operano quotidianamente.   Non possiamo permettere che queste persone fuggano dal loro lavoro per paura".   "Non è accettabile che la politica volga lo sguardo altrove, che non sostenga lo sforzo di tutti i lavoratori e soprattutto lavoratrici che si sacrificano per il bene comune - continua Andreas Conca segretario del Coordinamento -. In Ospedale è il Pronto Soccorso il luogo più pericoloso per il rischio di subire aggressioni, ma nell'area di degenza il reparto di psichiatria ha un numero di aggressioni enormemente più elevato rispetto agli altri reparti. Nella medicina territoriale poi i servizi psichiatrici e per le dipendenze sono i luoghi più esposti". È poi "una questione fortemente al femminile - precisa Emi Bondi, co-presidente dell'organismo -. Le lavoratrici donne sono più esposte forse proprio perché percepite più vulnerabili.   Chiediamo al ministro Schillaci l'istituzione di una Commissione Interministeriale".

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