
A cinque anni dall'inizio della pandemia, sono tuttora numerosi i casi di pazienti che in Italia, anche a distanza di tempo dalla guarigione, presentano sintomi persistenti dovuti alla cosiddetta Pasc, acronimo di post-acute sequelae of Sars-CoV-2 infection. Circa 6 pazienti su 10 ospedalizzati per Covid nelle fasi più acute della pandemia (2020) presentano ancora sintomi, mentre nei casi meno gravi valutati dai medici di Medicina Generale che non hanno richiesto un ricovero, il rapporto è di un caso ogni 10 pazienti. Cefalee, insonnia, problemi respiratori, alterazioni metaboliche e problemi neurologici sono i sintomi più diffusi, e tra i principali fattori di rischio per l’insorgenza della Pasc (conseguenze post-acute da Sars-CoV2) sono risultati determinanti l’età avanzata, la presenza di cronicità e/o comorbidità, nonché fumo e alcol. È quanto emerge dal progetto scientifico Pascnet, coordinato dall'Università Cattolica del Sacro Cuore e finanziato dalla Fondazione Cariplo. La rilevazione, basata sulla raccolta di dati clinici sistematici di oltre 1.200 pazienti, ha cercato di valutare l'impatto clinico della Pasc e, nello stesso tempo, di indagare le conseguenze che la pandemia di Covid-19 ha avuto sul Ssn lombardo.




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