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Riforma medicina generale, Schillaci: aspetto il parere delle Regioni

Sul tavolo ci sono diversi passaggi, come il futuro della formazione dei medici di base e la possibilità che i solo i nuovi specialisti diventino dipendenti del Ssn
Medicina Generale

La riforma della medicina generale, che tanto ha fatto parlare nelle scorse settimane soprattutto sulla possibile rivoluzione per la medicina del territorio con il passaggio dei medici di famiglia all'interno del Servizio sanitario nazionale come dipendenti - in ottica dell'avvio a pieno regime delle Case e degli Ospedali di comunità previsti dal Pnrr - è in una fase di stallo. “Aspettiamo la proposta delle Regioni”, ha detto all'Adnkronos Salute il ministro della Salute Orazio Schillaci, a margine dell'evento a Roma per i 300 anni dell'antico ospedale San Gallicano, dove Schillaci siede proprio accanto al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Chissà che non possa esserci un confronto proprio sui cardini della riforma.

Ad esempio, il numero di ore che i medici dovrebbero passare nelle Case di comunità: uno dei punti di contrasto con il sindacato di categoria. Ma sul tavolo ci sono anche altri passaggi, come il futuro della formazione dei medici di base e la possibilità che i solo i nuovi specialisti diventino dipendenti del Ssn. Sulla riforma della medicina generale “serve una accelerazione da Lamborghini”, conferma Rocca nel suo intervento all'evento. “Oggi gli studi dei medici di famiglia sono aperti 15 ore a settimana, 3 ore al giorno, e sono chiusi nel weekend - ha evidenziato Rocca - Noi abbiamo gli anziani e i fragili che dal venerdì pomeriggio al lunedì mattina non hanno un riferimento. Con il Covid occorre prendere appuntamento per andare dal medico. Una riforma è imprescindibile - ha ribadito il presidente - per dare una risposta ai cittadini che hanno solo come alternativa i pronto soccorso. Altrimenti la rabbia si scarica sui professionisti, lo vediamo soprattutto nel fine settima con il picco di accessi nei pronto soccorso”.

Medicina Generale
Commenti
AC
Antonio Cardea
SE TUTTI I MEDICI ITALIANI SI FERMASSERO PER UN MESE.. QUESTI INTELLETTUALI DELLA POLITICA COMINCEREBBERO A PIANGERE ED IL NOSTRO PAESE DIVENTEREBBE ALTRO.
Rispondi
02/04/2025 07:36
AC
Antonio Cardea
BISOGNA SPIEGARE AL POLITICO CHE SOLITAMENTE PARLA DI CIÒ CHE NON HA STUDIATO, che esiste un servizio di continuità assistenziale che se potenziato e adeguatamente pubblicizzato tra la popolazione consentirebbe a lui ed altri come lui di non dire stupidate.SIAMO DI FRONTE AL GEOMETRA CHE SI OCCUPA DI CHIRURGIA VASCOLARE O DI AGRICOLTURA ED ESPRIME PARERI.Incompetente.
Rispondi
02/04/2025 07:33
JL
Josephine Asiimwe Leone
Ufficialmente 15 ore alla settimana nella realtà lavoriamo 10-12 ore al giorno e i weekend liberi per molti sono ore passate al computer a completare le varie formalità burocratiche. La vera strada è lo sciopero dopo pochi giorni o forse ore ,tutti si accorgerebbero cosa significa non avere il servizio che noi garantiamo in silenzio e con dignità. Sarebbe come interrompere l'energia elettrica . Siamo un grande ammortizzatore sociale invisibile agli occhi di molti ma utile ed per tantissime situazioni sanitarie e non solo. Josephine A. Leone
Rispondi
23/03/2025 15:05
1 Risposte

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