
Studio, possibilità di prevenzione intervenendo sull'ipoacusia
Circa il 30% dei casi di demenza potrebbero essere dovuti al calo dell'udito. È quanto emerge da uno studio coordinato dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora e pubblicato sulla rivista Jama Otolaryngology-Head & Neck Surgery. Il legame tra perdita di udito e demenza è noto da tempo. Di recente la 'Lancet Commission on dementia prevention, intervention, and care' ha stimato che circa l'8% dei casi di demenza possa essere connesso a questo problema. Tuttavia, secondo il nuovo studio, è probabile che fino a oggi si sia sottostimato il ruolo dell'udito. La ricerca ha coinvolto circa 3mila persone, con diagnosi di ipoacusia di diversa gravità.
Evidenze a lungo termine e sfide cliniche dal congresso AD/PD 2026 di Copenaghen
Dalle evidenze emergenti sui biomarcatori plasmatici alle nuove traiettorie molecolari: il congresso AD/PD 2026 segna una svolta verso una medicina di precisione sempre più concreta nella malattia di Alzheimer.
Uno studio internazionale collega obesità e ipertensione all’esordio della demenza, indicando prevenzione e controllo del peso come strategie chiave.
La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.
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