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Tirzepatide rispetto a semaglutide assicura una maggiore perdita di peso

Farmaci Redazione DottNet | 13/05/2025 15:16

I risultati dettagliati sono stati presentati al 32esimo European Congress on Obesity (Eco) in corso a Malaga e pubblicati contemporaneamente su The New England Journal of Medicine

Ancora risultati promettenti sul fronte dei farmaci anti obesità: tirzepatide conferma un’efficacia superiore in termini di riduzione del peso rispetto a semaglutide. L'azienda Lilly ha infatti annunciato i risultati completi dello studio Surmount-5 che mette a confronto le due principali terapie nella gestione dell’obesità e del sovrappeso. I risultati dettagliati sono stati presentati al 32esimo European Congress on Obesity (Eco) in corso a Malaga e pubblicati contemporaneamente su The New England Journal of Medicine. Lo studio clinico di fase 3b, in aperto, ha valutato sicurezza ed efficacia di tirzepatide, agonista a duplice azione sui recettori Gip e Glp-1, rispetto a semaglutide, agonista del solo recettore del Glp‑1, in adulti con obesità o sovrappeso in presenza di almeno un'altra patologia legata al peso e senza diabete.

"Un numero crescente di medici e pazienti è oggi testimone di livelli di riduzione del peso mai raggiunti prima, grazie ai più recenti progressi nei farmaci per la gestione dell’obesità", ha dichiarato Louis J.

Aronne, direttore del Comprehensive Weight Control Center e Sanford I, esperto di obesità al New York‑Presbyterian/Weill Cornell Medical Center e ricercatore di Surmount‑5. "I risultati head‑to‑head di Surmount‑5 mostrano che tirzepatide porta a una maggiore riduzione del peso rispetto a semaglutide, fornendo ulteriori evidenze del suo valore come opzione efficace per la gestione dell’obesità". Per l’endpoint primario, i partecipanti trattati con tirzepatide hanno ottenuto una riduzione di peso media del 20,2% rispetto al 13,7% con semaglutide a 72 settimane sulla base del trattamento effettivamente ricevuto dai partecipanti nello studio, pari a una perdita di peso relativa maggiore del 47%. I partecipanti trattati con tirzepatide hanno perso in media 22,8 kg, mentre quelli trattati con semaglutide hanno perso in media 15,0 kg.

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Negli endpoint secondari, tirzepatide è risultato superiore in tutti gli obiettivi di riduzione del peso: il 64,6% dei partecipanti trattati con tirzepatide ha raggiunto almeno il 15% di perdita di peso rispetto al 40% con semaglutide. Inoltre, i partecipanti trattati con tirzepatide hanno raggiunto una riduzione media della circonferenza vita di 18,4 cm, mentre quelli trattati con semaglutide hanno registrato una riduzione media di 13 cm. "I risultati completi dello studio Surmount-5 confermano la nuova e straordinaria opportunità che rappresenta oggi l’innovazione terapeutica nella gestione del peso e nel trattamento della malattia obesità, che come sappiamo impatta in modo importante su qualità e aspettativa di vita delle persone che ci convivono", ha aggiunto Paolo Sbraccia, docente di Medicina Interna nel Dipartimento di Medicina dei Sistemi dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata e direttore dell'Unità operativa complessa di Medicina Interna e Centro Medico dell'Obesità del Policlinico Tor Vergata

"Accogliamo dunque con molto piacere questi dati positivi e significativi sull’efficacia di tirzepatide nello studio di confronto con semaglutide, che ci rendono fiduciosi sulle maggiori opportunità che possiamo offrire ai nostri pazienti di scongiurare rischi e complicanze dell’eccesso ponderale e dell’obesità: una vera e propria patologia cronica", ha sottolineato Paolo Sbraccia. Il profilo di sicurezza di tirzepatide in Surmount‑5 è risultato consistente con gli studi Surmount precedenti. Gli eventi avversi riportati erano principalmente gastrointestinali e per lo più da lievi a moderati. Durante lo studio, il 6% dei partecipanti trattati con tirzepatide ha interrotto il trattamento per eventi avversi, rispetto all’8,0 con semaglutide. Lo studio non era disegnato per confrontare sicurezza e tollerabilità tra i due farmaci.

"I risultati del Trial Surmount-5 confermano Lilly come azienda di riferimento in Italia e nel mondo nel trattamento dell'obesità e del sovrappeso con soluzioni terapeutiche sempre più efficaci e innovative – afferma Elias Khalil, presidente e amministratore delegato di Lilly Italia – Nel nostro Paese, la solidità della nostra ricerca e dei nostri dati si inseriscono in un impegno a 360 gradi nel sistema salute, lavorando a fianco di tutti gli attori per il riconoscimento della patologia obesità che oggi colpisce quasi 6 milioni di persone. Con questa responsabilità e cooperazione, possiamo alzare gli obiettivi e raggiungere traguardi sempre più ambiziosi per i clinici e per i pazienti che vivono ogni giorno l’impatto di questa condizione".

In Italia tirzepatide è approvato per il trattamento della gestione del peso negli adulti con Indice di massa corporea maggiore o uguale a 30 kg/m2 o in sovrappeso (Imc da maggiore uguale a kg/m2 a minore di 30 kg/m2) con almeno una comorbidità correlata al peso, in aggiunta ad una dieta ipocalorica e ad una maggiore attività fisica. Recentemente Aifa ne ha approvato la rimborsabilità per pazienti con diabete di tipo 2.

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