
Nessun effetto sul cervello se vengono consumate da adulti
Il consumo di bevande dolci durante l'età adulta non è legato a un aumento del rischio di sviluppare la demenza nel corso della Terza Età. È il risultato a cui è giunto uno studio coordinato dalla Zhejiang University School of Medicine di Hangzhou, in Cina, e pubblicato sulla rivista JAMA Psychiatry. "Il consumo eccessivo di zuccheri contribuisce al peso delle malattie metaboliche come l'obesità e il diabete, che sono importanti fattori di rischio per la demenza", scrivono i ricercatori. "Le bevande zuccherate sono una fonte importante di assunzione di zucchero; negli Stati Uniti circa il 20% degli anziani le consuma giornalmente". Per questo studi precedenti avevano indagato il legame tra consumo di bevande zuccherate (o con dolcificanti) e rischio di demenza, senza però giungere a conclusioni solide.
Dalle evidenze emergenti sui biomarcatori plasmatici alle nuove traiettorie molecolari: il congresso AD/PD 2026 segna una svolta verso una medicina di precisione sempre più concreta nella malattia di Alzheimer.
Uno studio internazionale collega obesità e ipertensione all’esordio della demenza, indicando prevenzione e controllo del peso come strategie chiave.
La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.
Protocollo tra Società Italiana di Neurologia, Croce Rossa Italiana e Fondazione Aletheia. Avviata una campagna nazionale sulla salute del cervello.
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