
Nessun effetto sul cervello se vengono consumate da adulti
Il consumo di bevande dolci durante l'età adulta non è legato a un aumento del rischio di sviluppare la demenza nel corso della Terza Età. È il risultato a cui è giunto uno studio coordinato dalla Zhejiang University School of Medicine di Hangzhou, in Cina, e pubblicato sulla rivista JAMA Psychiatry. "Il consumo eccessivo di zuccheri contribuisce al peso delle malattie metaboliche come l'obesità e il diabete, che sono importanti fattori di rischio per la demenza", scrivono i ricercatori. "Le bevande zuccherate sono una fonte importante di assunzione di zucchero; negli Stati Uniti circa il 20% degli anziani le consuma giornalmente". Per questo studi precedenti avevano indagato il legame tra consumo di bevande zuccherate (o con dolcificanti) e rischio di demenza, senza però giungere a conclusioni solide.
La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.
Individuato un dialogo chiave fra cervello e sistema immunitario: avviene grazie all’attività di neuroni che controllano la produzione nel midollo osseo delle cellule della risposta immunitaria coinvolte nello sviluppo della sclerosi multipla
Il sistema impara ad “ascoltare” il dolore del paziente e modula gli impulsi per farlo sparire
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Perdita di autonomia, stigma sociale e peso economico i principali timori
Il lavoro, che accoglie le prime evidenze dello studio Nemesis è stato pubblicato su Nature Communications e illustra la generazione e i meccanismi neuronali delle alterazioni, suggerendo nuove vie di riabilitazione
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