
Il virus respiratorio sinciziale, noto per essere responsabile di migliaia di bronchioliti nei bambini, minaccia anche milioni di anziani e adulti con patologie croniche. In Italia si stimano ogni anno circa 290 mila casi tra gli over 60, con oltre 26 mila ricoveri e circa 1.800 decessi. Ma un paziente su due ancora non sa neanche cosa sia. I dati sono stati presentati alla Camera dei deputati, in un incontro da cui è emerso l'auspicio della comunità scientifica e delle associazioni per una maggiore disponibilità della vaccinazione contro questa infezione.
Ad oggi i dati sull'immunizzazione con l'anticorpo monoclonale nei neonati sono incoraggianti, mentre ancora nulla è offert per gli adulti fragili, come invece accade nel Regno Unito, in Germania e negli Usa. "L'introduzione della vaccinazione contro l'Rsv nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale rappresenterebbe un passo decisivo per proteggere le fasce più vulnerabili, come gli over 75 e i pazienti con patologie croniche", evidenzia Massimo Andreoni (nella foto), direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali. "Il virus respiratorio sinciziale è una sfida di sanità pubblica che merita attenzione e risposte concrete", ha sottolineato Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera. "Abbiamo interrogato il ministro Schillaci - ha affermato la deputata leghista Simona Loizzo - per inserire nella campagna vaccinale autunnale, rivolta ai pazienti oncologici, diabetici e persone con malattie respiratorie, un calendario di vaccinazione contro l'Rsv. Sembra ben orientato ad avviarla".


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