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Epatiti virali, gli esperti chiedono più screening mirati

In Italia 200mila con epatite C senza saperlo. Rinnovare fondi
Infettivologia

Vaccinazioni per le epatiti A e B, screening mirati per le forme B, C e Delta con l'obiettivo di far emergere il sommerso e avviare rapidamente al trattamento le persone infette. È l'appello dell'Associazione italiana per lo studio del fegato (Aisf) e della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) in vista della Giornata mondiale per le epatiti, promossa dall'Oms come ogni anno per il 28 luglio. Le associazioni auspicano il rinnovo dei fondi per gli screening per l'epatite C che scadono il 31 dicembre 2025 e l'allargamento delle coorti d'età da sottoporre al test. In Italia si stima che oltre 200mila persone convivano ancora con l'infezione da epatite C senza saperlo, sebbene il virus oggi possa essere eradicato in oltre il 95% dei casi grazie a terapie efficaci, ben tollerate e di poche settimane.

L'attuale programma nazionale di screening gratuito, previsto per i nati tra il 1969 e il 1989, per il quale nel 2020 sono stati stanziati 71,5 milioni di euro, è uno strumento cruciale per far emergere il sommerso, ma, a detta degli esperti, serve un maggiore impegno delle regioni per intercettare i pazienti e accompagnarli lungo il percorso di cura. Come riportato dai dati Aifa, se al primo luglio 2024 i pazienti avviati al trattamento per l'eradicazione del virus dell'Epatite C erano 264.

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678, a un anno di distanza si riportano 275.502 trattamenti: un progresso significativo, con una media post-Covid di circa 12mila trattamenti l'anno, ma non ancora sufficiente per l'eliminazione dell'infezione dal nostro Paese entro il 2030 come indicato dall'Oms.  "Il rischio è che le persone con un'infezione asintomatica arrivino alla diagnosi troppo tardi, quando il danno epatico è ormai avanzato e si è già sviluppata una cirrosi o addirittura un epatocarcinoma - spiega Giacomo Germani, segretario dell'Aisf. Inoltre, "in alcune realtà si sono attivati gli screening, ma è mancato il passaggio successivo: le persone risultate positive non sono state avviate al trattamento" evidenzia Nicola Coppola, infettivologo della Simit e professore ordinario di malattie infettive all'Università della Campania. In occasione della Giornata mondiale per le epatiti, il Policlinico Gemelli e il Campus Bio-Medico di Roma avvieranno un'iniziativa di sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza, intitolata 'Non aspettare i sintomi, rendi virale la prevenzione'.

Infettivologia
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