Società di Neuroscienza Ospedaliera, "il paziente al centro con gruppi dedicati"
Società di Neuroscienza Ospedaliera, "il paziente al centro con gruppi dedicat"
Sull'approvazione della Regione Toscana di aggiornate linee guida per assistere i pazienti col morbo di Parkinson Pasquale Palumbo (nella foto, presidente della Società di Neuroscienze Ospedaliere (Sno), sottolinea in una nota che "queste linee di indirizzo rappresentano un passo importante perché garantiscono un'assistenza uniforme su tutto il territorio regionale e mettono al centro la persona con Parkinson. È un modello che unisce le competenze dei professionisti con il contributo delle associazioni dei pazienti e delle famiglie, introducendo strumenti innovativi come la telemedicina. La Toscana può diventare un riferimento nazionale per la qualità della presa in carico".
Le nuove Linee di indirizzo clinico-assistenziali per la Malattia di Parkinson sono in un documento che ridefinisce il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (Pdta) regionale, modello innovativo che punta a garantire continuità, qualità e personalizzazione delle cure, valorizzando il lavoro multidisciplinare, la rete territoriale e la telemedicina.
C'è stato "un importante lavoro di squadra tra ospedali, università, associazioni e la Regione Toscana", sottolionea la Sno, e "grande spazio è riservato alla telemedicina - spiega Carlo Rossi consigliere Nazionale della Società, il quale ha partecipato attivamente alla stesura del documento - Ci sarà una implementazione delle televisite, teleconsulti, telemonitoraggio e programmi di teleriabilitazione. Strumenti che facilitano l'accesso ai servizi sanitari, soprattutto per chi vive in aree più distanti dai centri di riferimento, e che permettono di mantenere una presa in carico costante". Un aspetto innovativo delle linee di indirizzo toscane, conclude la nota di Sno, "è il coinvolgimento attivo delle associazioni dei pazienti e dei caregiver, chiamati a contribuire nella definizione dei percorsi di cura, ma anche nella formazione, nell'informazione e nel sostegno psicologico ed emotivo" e nel percorso assistenziale l'attività prevista, "dalla gestione farmacologica iniziale, alle terapie più complesse e alla stimolazione cerebrale profonda, fino all'integrazione delle cure palliative nelle fasi avanzate, per garantire dignità e qualità della vita al paziente e alla sua famiglia".
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