
Test preliminari, può regolare attività neurale in aree profonde
Un caschetto che emette ultrasuoni potrebbe essere usato per curare il Parkinson andando a modulare l'attività neurale in aree precise e profonde del cervello responsabili dei tremori tipici della malattia. Presentato su Nature Communications, il dispositivo può colpire regioni cerebrali anche molto piccole e potrebbe sostituire approcci già esistenti più invasivi come la stimolazione cerebrale profonda. Ha anche un potenziale per patologie come la depressione, la sindrome di Tourette, il dolore cronico, l'Alzheimer e le dipendenze. Secondo l'autrice Ioana Grigoras, dell'Università di Oxford.
Dalle evidenze emergenti sui biomarcatori plasmatici alle nuove traiettorie molecolari: il congresso AD/PD 2026 segna una svolta verso una medicina di precisione sempre più concreta nella malattia di Alzheimer.
Un nuovo biomarcatore potrebbe aiutare a prevedere come evolverà il Parkinson, supportando terapie più mirate nei primi anni.
La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.
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