
Test preliminari, può regolare attività neurale in aree profonde
Un caschetto che emette ultrasuoni potrebbe essere usato per curare il Parkinson andando a modulare l'attività neurale in aree precise e profonde del cervello responsabili dei tremori tipici della malattia. Presentato su Nature Communications, il dispositivo può colpire regioni cerebrali anche molto piccole e potrebbe sostituire approcci già esistenti più invasivi come la stimolazione cerebrale profonda. Ha anche un potenziale per patologie come la depressione, la sindrome di Tourette, il dolore cronico, l'Alzheimer e le dipendenze. Secondo l'autrice Ioana Grigoras, dell'Università di Oxford.
Un nuovo biomarcatore potrebbe aiutare a prevedere come evolverà il Parkinson, supportando terapie più mirate nei primi anni.
La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.
Individuato un dialogo chiave fra cervello e sistema immunitario: avviene grazie all’attività di neuroni che controllano la produzione nel midollo osseo delle cellule della risposta immunitaria coinvolte nello sviluppo della sclerosi multipla
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Il lavoro, che accoglie le prime evidenze dello studio Nemesis è stato pubblicato su Nature Communications e illustra la generazione e i meccanismi neuronali delle alterazioni, suggerendo nuove vie di riabilitazione
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