
La terapia, frutto della collaborazione tra Vertex Pharmaceuticals e CRISPR Therapeutics, è destinata in Italia a circa 5.000 persone con TDT e a circa 2.300 con SCD, di età pari o superiore a 12 anni
Il Consiglio di Amministrazione dell’AIFA - nella seduta del 17 settembre - ha infatti dato il via libera alla rimborsabilità di exa-cel (exagamglogene autotemcel), la prima e unica terapia di editing genetico con tecnologia CRISPR-CAS9 autorizzata in Italia e in Europa per il trattamento dei pazienti eleggibili affetti da beta-talassemia trasfusione dipendente (TDT) e anemia falciforme severa (SCD). Questa terapia, frutto della collaborazione tra Vertex Pharmaceuticals e CRISPR Therapeutics, è destinata in Italia a circa 5.000 persone con TDT (la popolazione più ampia d’Europa) e a circa 2.300 con SCD, di età pari o superiore a 12 anni.
Si tratta di un percorso terapeutico altamente innovativo. Le cellule staminali ematopoietiche vengono estratte dal paziente, modificate geneticamente in laboratorio e reinfuse nel suo organismo, dove danno origine alle cellule del sangue in grado di produrre emoglobina fetale (sana), riducendo o eliminando la necessità di trasfusioni nella TDT e le crisi vaso-occlusive della SCD. "Oggi è una giornata importante per le persone che in Italia sono affette da beta talassemia trasfusione dipendente e da anemia falciforme, due malattie che accorciano la vita e che hanno limitate opzioni terapeutiche", ha dichiarato Federico Viganò, Country Manager Italia e Grecia di Vertex. "L'Italia ha la popolazione TDT più numerosa d'Europa, il che rende questo accordo con l'AIFA particolarmente significativo e riconosce il valore che un trattamento in un’unica somministrazione fornisce ai pazienti, alle famiglie e al sistema sanitario. L’Italia si conferma all’avanguardia per quanto riguarda l’accesso pubblico a terapie innovative."
Con efanesoctocog alfa la profilassi settimanale nell’emofilia A consente livelli di FVIII superiori al 40%, migliorando protezione clinica e qualità di vita.
Lo studio ha confrontato la combinazione di tre farmaci - belantamab mafodotin, bortezomib più desametasone (BVd) - con la terapia attualmente d'elezione costituita da daratumumab, bortezomib e desametasone
I pazienti dovranno assumerlo ogni due settimane o, dopo un anno di terapia, una volta al mese: si tratta di un primo, notevole miglioramento della qualità della vita rispetto alle soluzioni attuali
Dal 10 all’11 ottobre riuniti nella Capitale alcuni tra i massimi esperti internazionali della patologia ematologica; atteso anche un saluto del compositore Giovanni Allevi
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
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