
Gli italiani vivono 83,4 anni, tuttavia la lunga aspettativa di vita non si accompagna alla preservazione di un buono stato di salute. La vita sana per gli uomini, infatti, finisce a 60 anni, mentre per le donne a 57. Non solo: 6,4 milioni di over-65 presentano difficoltà nella cura personale o nelle attività domestiche e 3,8 milioni hanno una riduzione dell'autonomia. È quanto emerge da un'analisi Istat presentata nel corso di "Investing for Healthy Ageing", evento promosso da MSD, che si è svolto a Roma. "L'Italia è tra i Paesi più longevi al mondo, ma questo primato nasconde una realtà preoccupante: gli ultimi anni di vita sono spesso vissuti in condizioni di cattiva salute", afferma Michele Conversano, presidente Happy Ageing.
Lo confermano le basse coperture vaccinali nella popolazione adulta e anziana. A fronte di un obiettivo minimo del 75% per la vaccinazione antinfluenzale, per esempio, i dati aggiornati ad agosto 2025 mostrano una copertura ferma al 52,5% (nella popolazione anziana) e del 19,6% nella popolazione generale. Esemplare, poi, il caso del vaccino anti-pneumococcico, per cui non esistono informazioni sulle coperture vaccinali nella popolazione nazionale adulta, sebbene i dati raccolti da alcune Regioni mostrano che sia molto bassa. "Le patologie causate da pneumococco rappresentano una significativa minaccia per la salute pubblica, soprattutto nella popolazione adulta e anziana, dove il rischio di complicanze gravi è elevato", commenta Giancarlo Icardi, Professore Ordinario Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Genova. Nuovi vaccini garantiscono una protezione più ampia e specifica verso i ceppi emergenti nella popolazione anziana. "È essenziale garantire quanto prima l'accesso a queste soluzioni innovative", conclude Icardi.
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