
Al via una campagna triennale rivolta ad adolescenti, famiglie e scuole. Gemmato: “Approccio complesso e messaggi scientificamente fondati”.
I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione rappresentano una delle emergenze sanitarie e sociali più importanti tra adolescenti e giovani adulti. In Italia colpiscono circa 3 milioni di persone, con una maggiore incidenza nel genere femminile nella fascia di età 12-24 anni, e risultano in aumento dopo il periodo pandemico. Il quadro va oltre le note anoressia, bulimia e binge eating e oggi si allarga a fenomeni quali ortoressia, vigoressia o bigoressia e drunkoressia.
Da qui prende il via la campagna di comunicazione per la prevenzione dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione promossa dal Ministero della Salute, presentata a Roma e destinata a svilupparsi su un orizzonte triennale.
Una campagna triennale per adolescenti, famiglie e scuole
"Quello che ci preoccupa è che l’età di esordio di questi disturbi si sta abbassando", ha spiegato Tommaso Bertani, della Direzione comunicazione del Ministero della Salute. "Gli adolescenti sono inevitabilmente il target primario della nostra attività comunicativa, insieme alle famiglie che vivono questo dramma". La campagna, ha aggiunto, sarà pianificata sulle principali emittenti televisive e radiofoniche, con una presenza massiccia anche sui social, l’ecosistema della comunicazione dei ragazzi.
Anche la scuola avrà un ruolo centrale. "Il Ministero della Salute avrà uno spazio dedicato all’interno di ‘Didacta’, il prossimo marzo a Firenze, con un focus sulla formazione", ha annunciato Alessio Nardini, direttore generale dei corretti stili di vita e dei rapporti con l’ecosistema del Ministero. "Presidi, docenti e insegnanti potranno confrontarsi con i nostri tecnici per riconoscere in modo precoce il manifestarsi del disagio".
Prevenzione, associazioni e percorsi di cura "evidence based"
La preoccupazione per il crescente disagio legato ai disturbi alimentari viene espressa anche dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. "Ci troviamo di fronte a disturbi mentali complessi, legati al peso, all’immagine corporea e allo stigma sociale. Serve quindi un approccio complesso, che tenga conto non solo del disturbo alimentare in sé, ma anche delle sue implicazioni sociali. In questo la prevenzione è fondamentale".
Secondo Gemmato, il programma nazionale di comunicazione partecipata "evidence based" verrà costruito attorno a una rete di stakeholder e associazioni, con l’obiettivo di contrastare la disinformazione e le "narrazioni fake" che spesso circolano online. "Un ruolo cruciale è svolto dalle associazioni, tra cui ‘Consulta@noi’ e il coordinamento nazionale per i disturbi alimentari, a cui è affidato il mandato di progettare e coordinare iniziative di sensibilizzazione sul territorio".
Risorse economiche e attuazione delle politiche
Il sottosegretario ha ricordato anche l’impegno del governo sul piano delle risorse, con l’istituzione del Fondo nazionale per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, previsto dalla legge di bilancio 2022 e implementato nel 2024, che ha messo a disposizione complessivamente 45 milioni di euro nel triennio 2022-2024. "Questi fondi" osserva il sottosegretario "non sempre vengono spesi appieno dalle Regioni. Per questo ci sentiamo responsabili di accompagnarle non solo nella spesa, ma anche nelle funzioni di indirizzo e controllo".
Tra le priorità indicate figurano l’intercettazione precoce degli esordi, il potenziamento delle strutture residenziali terapeutiche e riabilitative, l’implementazione di percorsi di cura basati su evidenze scientifiche, l’applicazione del ‘percorso Lilla’ nei pronto soccorso, la formazione degli operatori e, come detto, il coinvolgimento attivo di famiglie e scuole.
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