
Una proposta di legge introduce screening scolastici gratuiti e percorsi di presa in carico per identificare presto sovrappeso e rischio metabolico negli adolescenti.
L’obesità adolescenziale diventa una priorità della sanità pubblica. Con la proposta di legge 2663, presentata alla Camera e sostenuta da un fondo annuale dedicato, si istituisce infatti per la prima volta nel nostro Paese un programma nazionale di screening rivolto agli adolescenti, integrato con le strutture regionali e con finalità precise: effettuare diagnosi precoci, interventi di prevenzione ed eventuale presa in carico multidisciplinare a contrasto dell’obesità. È un cambio culturale che riconosce tale condizione, negli anni dell’età evolutiva, come malattia cronica complessa e non più come semplice conseguenza delle abitudini alimentari del singolo.
Un problema crescente: l’obesità adolescenziale come malattia cronica
In Italia oltre il 22% degli adolescenti soffre di eccesso ponderale: quasi un ragazzo su cinque è in sovrappeso, mentre il 4,4% rientra nei criteri di obesità vera e propria. È un dato che assume ancora più rilevanza se osservato in prospettiva: una percentuale compresa tra il 70 e l’80% dei giovani che sviluppano obesità in età evolutiva mantengono questa condizione anche da adulti, con conseguenze pesanti sulla salute. Il grasso viscerale è infatti pro-infiammatorio e coinvolto in molti processi degenerativi di natura metabolica, cardiovascolare e persino oncologica.
A questo quadro si aggiungono poi le difficoltà psicosociali legate allo stigma, al senso di isolamento e alla perdita di autostima. In questo contesto complesso, la Legge 149/2025 aveva già introdotto un principio fondamentale, riconoscendo l’obesità come malattia cronica. La nuova iniziativa estende questa impostazione ai più giovani, dove l’intervento precoce può cambiare il destino clinico non solo di una persona, ma di una percentuale considerevole della popolazione adolescente.
La proposta di legge 2663: il primo screening nazionale nelle scuole
La proposta di legge, a firma dell’onorevole Giorgio Mulè, istituisce un "Programma nazionale diagnostico per la prevenzione e la gestione dell’obesità in età adolescenziale", sostenuto da un fondo di due milioni di euro annui a partire dal 2026. Il programma prevede screening gratuiti nelle scuole, con il coinvolgimento di pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, servizi territoriali e famiglie, così da garantire una presa in carico precoce e strutturata.
Ogni ragazzo identificato come in stato di sovrappeso, obeso o con parametri metabolici alterati verrà seguito attraverso le reti clinico-assistenziali per le malattie croniche definite dal Piano Nazionale della Cronicità. Il modello richiama esperienze già consolidate, come lo screening pediatrico per diabete di tipo 1 e celiachia introdotto nel 2023, e punta a creare continuità tra prevenzione, diagnosi e gestione.
Come ricorda Mulè, "intervenire presto significa ridurre i costi umani, sanitari e sociali che l’obesità genera lungo tutto l’arco della vita. La legge consente di attivare tempestivamente percorsi multidisciplinari e introduce un monitoraggio epidemiologico stabile attraverso l’Osservatorio Nazionale Obesità".
Dalla scuola al territorio: una rete che intercetta prima
L’integrazione tra scuola e sistema sanitario è uno dei passaggi cardine della proposta. La scuola diventa infatti un luogo di identificazione precoce, mentre il territorio assicura continuità clinica. È un approccio che supera il modello tradizionale basato sulla segnalazione spontanea, introducendo invece un monitoraggio sistematico in grado di individuare trend, rischi e bisogni prima che si trasformino in abitudini o generino fragilità maggiori.
In termini pratici l’obiettivo non è semplicemente "prendere le misure", quanto individuare precocemente eventuali alterazioni metaboliche incipienti e supportare gli adolescenti fragili, orientando loro e le famiglie verso percorsi qualificati.
La volontà politica di rendere il programma strutturale
Mulè ha dichiarato l’intenzione di integrare la proposta direttamente nella Legge di Bilancio attraverso un emendamento, così da ridurre i tempi di approvazione e rendere immediatamente operativo il programma. L’obiettivo è chiaro: riconoscere l’obesità adolescenziale come priorità nazionale e dotarsi di uno strumento stabile, non soggetto a rivalutazioni anno dopo anno in occasione delle discussioni sulla Legge Finanziaria.
Se l’emendamento verrà recepito, l’Italia potrebbe diventare uno dei primi Paesi europei a introdurre uno screening nazionale dell’obesità in età evolutiva. Si tratterebbe, peraltro, di un modello potenzialmente replicabile anche in altri ambiti della prevenzione pediatrica.
Il decreto attuativo: il punto in cui si deciderà il successo della legge
La struttura definitiva del programma verrà definita con il decreto del Ministro della Salute. Si tratta della fase più delicata, perché la messa a terra di una legge si determina attraverso i suoi decreti attuativi, i quali possono esaltarne o limitarne portata ed efficacia. Il decreto dovrà stabilire i criteri clinici, le modalità operative, le procedure di valutazione e il ruolo dei servizi territoriali, oltre a chiarire come verrà gestito il monitoraggio epidemiologico.
Un cambio di paradigma per la salute delle nuove generazioni
La proposta di legge 2663 inaugura un modello che riconosce l’obesità adolescenziale come condizione complessa, multifattoriale e cronica. Mette in relazione scuola, famiglia e sistema sanitario, attribuisce continuità ai percorsi di cura e introduce la prevenzione attiva come responsabilità istituzionale e non individuale. È un cambio di passo importante che finalmente vede il problema per ciò che è: una condizione epidemiologicamente diffusa e multifattoriale, di cui le istituzioni possono e devono farsi carico come investimento per la salute pubblica.
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