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Farmaci, al Parlamento Ue una proposta di legge per rafforzare l’indipendenza europea

Sanità pubblica Redazione DottNet | 17/12/2025 12:20

Via libera in Commissione sanità a un testo per ridurre la dipendenza da Paesi terzi, sostenere la produzione interna e prevenire le carenze.

La Commissione sanità del Parlamento europeo ha approvato il progetto di legge volto a rafforzare l’indipendenza farmaceutica dell’Unione europea, riducendo la dipendenza da Paesi terzi e prevenendo il rischio di carenze di medicinali. Il testo è stato approvato con 27 voti favorevoli, uno contrario e otto astensioni, e approderà alla sessione plenaria del Parlamento Ue nel gennaio prossimo.

"Il voto di oggi è un momento decisivo per la sicurezza sanitaria dell’Europa", ha dichiarato il relatore del provvedimento, l’eurodeputato Tomislav Sokol (Ppe), sottolineando l’impegno a "rafforzare la disponibilità e l’offerta di medicinali critici per tutti i cittadini dell’Ue".

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Produzione europea, fondi dedicati e gestione delle scorte

Il progetto di legge mira a rafforzare la capacità produttiva farmaceutica europea, includendo tra i progetti strategici le iniziative industriali che mirano alla creazione, modernizzazione e potenziamento degli impianti per la produzione di medicinali critici - e dei relativi principi attivi. Il testo prevede anche la definizione di strumenti di valutazione dei progetti e di linee di finanziamento dedicate, oltre all’istituzione di un fondo specifico per i farmaci critici nel prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034.

Per quanto riguarda le forniture estere, la proposta punta a incentivare il ricorso a fornitori differenti, dunque localizzati in aree geografiche diverse, per uno stesso prodotto al fine di evitare dipendenze di mercato. Parallelamente, vengono promossi appalti congiunti o collaborativi tra più Stati membri, con l’obiettivo di rafforzare il potere contrattuale e la sicurezza degli approvvigionamenti.

Il testo introduce infine un meccanismo di coordinamento a livello Ue per la gestione delle scorte nazionali e delle riserve di emergenza dei medicinali critici, per garantire una risposta più efficace in caso di crisi.

Secondo Sokol, queste misure "avvicinano l’Unione europea a un ecosistema farmaceutico più resiliente, indipendente e incentrato sul paziente, in grado di offrire stabilità e una migliore assistenza sanitaria in tutta l’Ue".

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