
Il Consiglio dei ministri esamina il ddl sui caregiver familiari: riconoscimento giuridico e contributo fino a 400 euro al mese per i conviventi con carichi assistenziali elevati.
Il riconoscimento del ruolo del caregiver familiare entra finalmente nell’agenda del Governo. Dopo oltre dieci anni di tentativi legislativi - e più di trenta proposte di legge mai arrivate all’approvazione definitiva - il disegno di legge promosso dal ministero per le Disabilità approda in Consiglio dei ministri. Un passaggio che punta a colmare una delle più pesanti criticità del nostro sistema di welfare, anche in considerazione dell’andamento demografico e del crescente aumento delle condizioni di non autosufficienza gestite in autonomia.
Chi è il caregiver familiare e come viene misurato il carico assistenziale
Fulcro del provvedimento è il riconoscimento giuridico del caregiver familiare, con particolare attenzione verso il convivente prevalente, cioè la persona che sostiene il maggior carico di assistenza. Il ddl introduce una classificazione basata sul numero di ore settimanali dedicate alla cura, distinguendo tre fasce per i caregiver conviventi e fissando una soglia minima di ore anche per quelli non conviventi.
La tutela economica è tuttavia riservata esclusivamente ai caregiver conviventi che svolgono almeno 91 ore settimanali di assistenza. A questo requisito si affiancano criteri reddituali che allo stato attuale risultano molto stringenti e che sono un reddito annuo non superiore a 3.000 euro e un Isee fino a 15.000 euro.
Il contributo economico previsto e lo stanziamento generale
Per i caregiver familiari che rientrano in questa platea è previsto un contributo economico esentasse fino a 400 euro mensili, erogato con cadenza trimestrale o semestrale. L’importo effettivo potrà variare in base al numero delle domande presentate e dovrà risultare compatibile con le ulteriori misure di sostegno eventualmente già attive a livello regionale.
Sul piano finanziario generale, lo stanziamento previsto dal disegno di legge è di 257 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028, con l’avvio dell’erogazione dei contributi a partire dal 2027. Le risorse previste per il 2026, pari a 1,15 milioni di euro, serviranno alla realizzazione della piattaforma Inps necessaria alla gestione delle domande e dei pagamenti.
Registrazione Inps e accesso alle tutele
I caregiver interessati al riconoscimento formale potranno registrarsi a partire da settembre 2026 sul sito dell’Inps come primo passaggio operativo per l’accesso alle misure previste dal provvedimento.
Accanto al contributo economico, il ddl introduce una serie di tutele differenziate in base al monte ore assistenziale. Tra queste rientrano il diritto al congedo parentale nel caso in cui la persona assistita sia un minore, la possibilità di usufruire di ferie e permessi solidali ceduti dai colleghi dello stesso datore di lavoro e, per i giovani caregiver, la compatibilità dell’orario di servizio civile con l’attività di cura.
Sul fronte della formazione, sono previste agevolazioni per gli studenti caregiver, che potranno essere esonerati dal pagamento delle tasse universitarie o vedere riconosciuta l’esperienza di cura come credito nei percorsi di alternanza scuola-lavoro.
Un primo passo strutturale nel welfare della disabilità
L’approdo del ddl sui caregiver familiari in Consiglio dei ministri rappresenta un primo tentativo di costruire un quadro nazionale organico su un tema finora affidato per lo più a interventi regionali. Resta aperto il nodo della sostenibilità economica e dell’ampiezza della platea effettivamente raggiungibile, ma il provvedimento determina il riconoscimento giuridico di un crescente numero di persone che, a oggi, portano il peso della malattia di un congiunto con pochissime garanzie e sostegni.
Dal 1° gennaio 2026 dieci ore annue retribuite per visite, esami e terapie si affiancano ai permessi della Legge 104. L’Inps chiarisce regole e modalità.
Le festività natalizie amplificano stress e solitudine dei caregiver familiari, richiedendo supporto emotivo ed equilibrio tra cura e vita personale.
In Toscana e non solo, migliaia di caregiver vivono un sovraccarico emotivo. Questo aumenta il rischio di burnout e richiede supporto specialistico.
A 3 anni dal “Piano”: poca aderenza, troppa distanza dal medico, più domanda di servizi a distanza. Irrompe il potenziale dei nuovi canali digitali, per la ricerca e l’assistenza
Più formazione per vincere sfida arresto cardiaco improvviso
I vaccini sono adattati alla variante JN.1. Possibile la co-somministrazione dei nuovi vaccini aggiornati con altri
Bellantone: "la sicurezza dell’assistito è un pilastro fondamentale della qualità delle cure ed è un diritto inalienabile di ogni persona"
"Uso corretto delle risorse non avviene in tutte le regioni"
Commenti