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Oblio oncologico, Favo promuove il decreto Lavoro-Salute

“Tutela decisiva per guariti e lungoviventi, ora la legge diventa concreta”
Associazioni

Il decreto interministeriale Lavoro–Salute sull’oblio oncologico incassa l’importante sostegno della FAVO, che lo definisce un passaggio "fondamentale" per rendere pienamente operativa la legge 193 del 2023. Un endorsement che pesa, perché arriva dal principale organismo di rappresentanza delle associazioni di volontariato oncologico. E che certifica la coerenza del provvedimento con i bisogni reali delle persone che hanno affrontato un tumore.

A sottolinearne il valore è Elisabetta Iannelli, segretario generale della Federazione, secondo cui il decreto dà finalmente attuazione all’articolo 4 della legge, traducendo il principio dell’oblio oncologico in strumenti concreti di inclusione lavorativa. L’obiettivo è garantire pari opportunità nell’accesso, nel rientro e nella permanenza nel mondo del lavoro, superando una delle aree in cui più frequentemente si annidano discriminazioni silenziose.

Il nodo dei "lungoviventi" e delle fragilità invisibili

Uno degli aspetti più rilevanti del decreto, evidenziato dalla FAVO, riguarda l’ampliamento esplicito della platea dei beneficiari. Non solo le persone formalmente guarite dal cancro, ma anche coloro che non presentano più evidenza di malattia e sono tuttavia ancora sottoposti a trattamenti adiuvanti o a follow-up clinici.

Secondo Iannelli, si tratta di un chiarimento decisivo, fortemente richiesto dalle associazioni, perché intercetta una condizione ambigua: persone che non possono più essere considerate malate, ma che non sono ancora nelle condizioni di essere dichiarate formalmente guarite. Escluderle avrebbe significato creare una nuova area grigia di discriminazione, soprattutto sul piano lavorativo e delle politiche attive.

Il decreto, in questo senso, rafforza la tutela senza intaccare le garanzie già previste per i malati oncologici in corso di trattamento, che continuano a beneficiare delle protezioni giuslavoristiche vigenti.

Un percorso di attuazione quasi completo

Il giudizio positivo della FAVO si inserisce in un percorso di attuazione fattiva della legge sull’oblio oncologico. Dopo il recente intervento dell’IVASS per il settore assicurativo, il decreto Lavoro–Salute copre un secondo ambito decisivo per il ritorno a una vita piena e dignitosa: quello dell’occupazione e delle politiche attive.

Secondo la Federazione, assicurazioni e lavoro sono stati i veri motori che hanno consentito di trasformare un principio giuridico in un diritto effettivamente esercitabile. Manca ora solo un terzo attore, prima di poter definire completata l’operatività del provvedimento. Si tratta del CICR per il settore bancario.

Un passo avanti, non un punto di arrivo

FAVO mantiene comunque una linea di realismo prudenziale. Nello specifico rimane aperta la questione degli "accomodamenti ragionevoli", che richiede una diffusione più ampia delle modalità flessibili di lavoro e una maggiore capacità dei datori di lavoro di tradurre le norme in pratiche concrete.

Proprio per questo, il sostegno espresso dalla Federazione non è un atto formale ma una presa di posizione politica nel senso più pieno del termine: certifica che il provvedimento va nella direzione giusta e rafforza la legittimità dell’impianto normativo, rendendo più difficili arretramenti o svuotamenti sostanziali.

In sintesi, con l’endorsement della FAVO, l’oblio oncologico compie un ulteriore passo dal piano dei principi a quello dei diritti.

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