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Oblio oncologico, anche il lavoro diventa terreno di applicazione concreta

Un decreto attuativo rafforza le tutele occupazionali per chi ha superato un tumore. Dopo il capitolo assicurativo, la legge sull’oblio oncologico entra nel mercato del lavoro.
Medlex

Dopo l’intervento sul fronte assicurativo, la legge sull’oblio oncologico trova una nuova applicazione concreta nel mondo del lavoro. Un decreto del Ministero del Lavoro, adottato di concerto con il Ministero della Salute, dà attuazione alla legge n. 193 del 2023, con l’obiettivo di garantire pari opportunità a chi ha superato una patologia oncologica nei percorsi di inserimento, permanenza e riqualificazione professionale.

Il provvedimento servirà a rimuovere gli ostacoli che continuano a incidere sull’accesso al lavoro, sulle carriere e sulla stabilità occupazionale, pur dopo la guarigione clinica, estendendo in modo strutturale una serie di strumenti già previsti per le persone in condizione di fragilità.

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L’accesso alle politiche attive e agli strumenti di inclusione

Il decreto assimila le persone guarite da patologie oncologiche ai soggetti fragili beneficiari di diverse misure di politica attiva. Tra queste rientrano il Programma GOL, il Fondo Nuove Competenze, l’Assegno di Inclusione e il Supporto per la Formazione e il Lavoro - laddove siano rispettati i requisiti economici previsti.

Viene inoltre estesa la possibilità di attivare gli "accomodamenti ragionevoli", già disciplinati dalla normativa sulla disabilità, consentendo adattamenti organizzativi finalizzati a favorire il reinserimento o la continuità occupazionale. Questo passaggio rafforza il principio secondo cui la guarigione non deve tradursi in una nuova forma di penalizzazione indiretta.

Dal principio alla vita concreta delle persone

Nel commentare il decreto, la ministra del Lavoro Marina Calderone sottolinea la volontà di rendere operative le tutele previste dalla legge sull’oblio oncologico. L’obiettivo dichiarato è far coincidere la guarigione con un nuovo inizio, libero da paure, pregiudizi e barriere non giustificate, accompagnando il rientro al lavoro e la crescita professionale con strumenti effettivi e non solo formali.

Il decreto si inserisce, secondo quanto riferito dal ministero, in una strategia più ampia di sostegno alle persone colpite da tumore e alle loro famiglie, che comprende il rafforzamento delle tutele per i lavoratori in trattamento, la semplificazione delle donazioni al Terzo Settore e l’incremento del Fondo per l’assistenza ai bambini malati oncologici.

Il percorso normativo finalmente prende forma

Con questo intervento, la legge sull’oblio oncologico inizia a dispiegare i suoi effetti in ambiti concreti della vita sociale ed economica. Prima il settore assicurativo, ora il mercato del lavoro. Due passaggi che segnano un cambio di passo: non più solo la tutela durante la malattia, ma la rimozione degli effetti di lungo periodo che possono persistere anche dopo la guarigione.

Resta aperta la sfida dell’attuazione uniforme sul territorio e della capacità delle politiche attive di tradurre i principi normativi in opportunità reali. Ma il decreto rappresenta un passo ulteriore nel tentativo di rendere l’oblio oncologico non solo un diritto sulla carta, ma una condizione concreta di cittadinanza piena.

Medlex
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