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Nasce il Manifesto europeo per la salute digitale e l’assistenza oncologica

Oncologia Redazione DottNet | 15/01/2026 12:38

Cinque proposte per rafforzare le politiche Ue sul cancro tra innovazione, dati e risorse dedicate

Tradurre le evidenze scientifiche in politiche strutturali capaci di produrre un impatto duraturo nella cura del cancro. È l’obiettivo del primo Manifesto europeo per la salute digitale e l’assistenza oncologica, presentato a Bruxelles nel corso del convegno internazionale "EU Digital Health and Cancer Care: from scientific evidence to policy impact", in un momento cruciale per il futuro delle politiche sanitarie dell’Unione europea.

Il documento nasce in una fase di ridefinizione delle priorità europee, segnata dal confronto sul prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028–2034, dalla discussione sul Programma quadro FP10 e dal rischio, più volte evocato, che le politiche sanitarie possano essere indebolite o assorbite all’interno di agende più ampie sulla competitività e sulla sicurezza.

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Un’iniziativa che parla alle istituzioni europee

Il Manifesto è promosso dall’IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori "Dino Amadori" ed è stato firmato dai partecipanti al convegno, che rappresentano istituti di ricerca, enti sanitari e soggetti attivi nelle politiche pubbliche europee. L’evento si è svolto presso la Delegazione della Regione Emilia-Romagna presso l’Unione europea, con il supporto dei progetti comunitari FLUTE e IMPACT-AML.

L’obiettivo dichiarato è superare la distanza che spesso separa ricerca, innovazione e decisioni politiche, fornendo ai decisori europei e nazionali una cornice condivisa di priorità per rendere la lotta al cancro una politica strutturale e non episodica.

Cancro, numeri e trasformazione dei sistemi sanitari

"In Europa si registrano ogni anno circa 2,7 milioni di nuove diagnosi di cancro e 1,3 milioni di decessi", sottolinea Nicola Normanno, direttore scientifico dell’IRCCS "Dino Amadori". "L’assistenza oncologica sta vivendo una trasformazione profonda che va dall’oncologia di precisione all’intelligenza artificiale, passando per nuove strategie di diagnosi precoce, prevenzione e trattamento. Le politiche sul cancro rappresentano oggi un banco di prova per l’allineamento tra innovazione, dati, etica, equità e sostenibilità".

È proprio su questo allineamento che il Manifesto insiste, indicando il rischio che l’innovazione rimanga confinata a sperimentazioni locali o a sistemi sanitari più forti, ampliando le disuguaglianze tra Stati membri e tra territori.

Le cinque priorità per un’agenda europea sul cancro

Il Manifesto individua cinque Call to Action rivolte ai decisori politici europei e nazionali. Tra i punti centrali vi è la richiesta di garantire un ruolo forte, visibile e dotato di risorse dedicate alla salute e al cancro nel prossimo Programma quadro FP10 e nel Quadro finanziario pluriennale 2028–2034.

Un secondo asse riguarda l’investimento in ecosistemi di sanità digitale realmente interoperabili, sicuri e centrati sul paziente, superando la frammentazione dei sistemi informativi e dei dati sanitari. In questa prospettiva, il rafforzamento della rete EUnetCCC viene indicato come pilastro operativo permanente della politica europea sul cancro, capace di integrare ricerca, assistenza e formazione.

Il Manifesto chiede inoltre di riconoscere l’oncologia di precisione come investimento strategico per i sistemi sanitari e non come voce di spesa, e di mantenere la Missione Ue sul Cancro come priorità di lungo periodo, evitando che venga diluita o assorbita in programmi più generici.

Il nodo delle risorse e il richiamo alla coesione europea

Il tema delle risorse dedicate alla sanità europea attraversa l’intero documento e si intreccia con il dibattito politico in corso a Bruxelles. Un tema richiamato anche dall’eurodeputato Stefano Bonaccini, che nei giorni scorsi ha messo in guardia contro il rischio di una riduzione dei fondi delle politiche di coesione Ue destinati alla sanità, proprio mentre aumentano le aspettative sull’innovazione digitale e sull’oncologia di precisione.

Il Manifesto si colloca così all’interno di un confronto più ampio sulla capacità dell’Unione di sostenere politiche sanitarie comuni senza arretrare sul fronte dell’equità territoriale.

Dati, interoperabilità e fiducia dei cittadini

Secondo i promotori, l’investimento nella sanità digitale può produrre benefici concreti solo se accompagnato da una governance solida dei dati, da standard di interoperabilità condivisi e da un rafforzamento della fiducia dei cittadini. Il superamento della frammentazione dei dati scientifici e clinici viene indicato come una condizione essenziale per rendere effettiva l’innovazione e per garantire un accesso equo alle cure.

"In tutta l’Unione europea l’oncologia di precisione non deve più essere vista come una fonte di spesa, ma come un fattore di efficienza", ribadisce Normanno. "Le nostre proposte sono realizzabili, ma serve uno sforzo comune delle istituzioni sanitarie nazionali ed europee. Vanno superate la frammentazione dei dati, l’interoperabilità limitata dei sistemi e le forti disparità territoriali che persistono nonostante i progressi degli ultimi anni".

Un banco di prova per la sanità europea

Il Manifesto europeo per la salute digitale e l’assistenza oncologica arriva dunque in un passaggio delicato, in cui la tenuta degli investimenti pubblici e la capacità dell’Unione di mantenere una visione condivisa rappresentano una condizione essenziale per non arretrare sul fronte della prevenzione, dell’innovazione e dell’equità nell’accesso alle cure.

Per questo, più ancora che un documento tecnico, il Manifesto si propone come uno strumento politico: un richiamo a non considerare la sanità un capitolo residuale, ma uno dei pilastri su cui misurare la credibilità del progetto europeo.

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