
Lo studio di fase III mostra una riduzione del rischio di morte del 24% nei pazienti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione e metastasi ossee trattati con la combinazione terapeutica.
Nuovi dati clinici indicano un potenziale avanzamento nel trattamento del Carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) con metastasi ossee. I risultati finali dello studio di fase III PEACE-3 evidenziano che la combinazione tra Enzalutamide e Radio-223 dicloruro è associata a un miglioramento significativo della sopravvivenza globale rispetto alla monoterapia con enzalutamide.
Secondo l’analisi conclusiva dello studio, il trattamento combinato riduce il rischio di morte del 24% negli uomini con mCRPC e metastasi ossee. I dati sono stati presentati al congresso American Society of Clinical Oncology Genitourinary Cancers Symposium 2026 e pubblicati sulla rivista scientifica Annals of Oncology.
Miglioramento della sopravvivenza globale
Nel dettaglio, la sopravvivenza globale mediana è risultata pari a 38,2 mesi nei pazienti trattati con la combinazione di enzalutamide e radio-223, rispetto a 32,6 mesi nei pazienti che hanno ricevuto la sola enzalutamide. L’analisi statistica ha mostrato una riduzione significativa del rischio di morte (hazard ratio 0,76; intervallo di confidenza al 95% 0,60–0,96; p=0,0096).
Il beneficio è stato osservato in modo generalmente coerente nella maggior parte dei sottogruppi analizzati.
Questi risultati si aggiungono ai dati dell’analisi primaria dello studio, che aveva già dimostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da progressione radiologica. In particolare, la rPFS mediana è stata di 19,4 mesi con la combinazione terapeutica contro 16,4 mesi con enzalutamide in monoterapia.
Nuove prospettive terapeutiche
Secondo Franco Nolè dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, nonostante i progressi terapeutici degli ultimi anni molti pazienti con tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione continuano a presentare una prognosi sfavorevole.
L’avvio del trattamento con enzalutamide in combinazione con radio-223, associato a strategie per la protezione della salute ossea, potrebbe contribuire a prolungare la sopravvivenza e a preservare più a lungo la funzionalità dei pazienti.
Il valore della ricerca cooperativa
Lo studio PEACE-3 rappresenta anche un esempio di collaborazione internazionale nella ricerca oncologica. Il progetto è stato coordinato dalla European Organisation for Research and Treatment of Cancer (EORTC) e ha coinvolto diversi gruppi cooperativi tra cui Clinical Trial Ireland, Canadian Urological Oncology Group, Latin American Cooperative Oncology Group e UNICANCER.
Secondo Denis Lacombe, direttore generale dell’EORTC, i risultati dimostrano come la ricerca clinica collaborativa possa contribuire a migliorare la gestione di patologie complesse come il carcinoma prostatico metastatico.
Come funziona il radio-223
Il Radio-223 dicloruro è un radiofarmaco terapeutico che emette particelle alfa e agisce in modo mirato sulle metastasi ossee, colpendo selettivamente le cellule tumorali presenti nel tessuto osseo.
Il farmaco è approvato in oltre 50 Paesi per il trattamento di pazienti con mCRPC che presentano metastasi ossee sintomatiche e assenza di metastasi viscerali.
Il disegno dello studio PEACE-3
Lo studio internazionale randomizzato di fase III ha coinvolto 446 pazienti con mCRPC e almeno due metastasi ossee, asintomatici o con sintomi lievi.
I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere:
L’endpoint primario dello studio era la sopravvivenza libera da progressione radiologica, mentre tra gli endpoint secondari figuravano la sopravvivenza globale, il tempo al successivo trattamento sistemico, la progressione del dolore e gli eventi scheletrici sintomatici.
Il peso globale del tumore della prostata
Il Tumore della prostata rappresenta oggi il secondo tumore più frequente negli uomini a livello mondiale e una delle principali cause di morte oncologica maschile.
Ogni anno circa 1,5 milioni di uomini ricevono una diagnosi di carcinoma prostatico e quasi 400 mila muoiono a causa della malattia. Le proiezioni indicano che entro il 2040 i nuovi casi potrebbero raggiungere i 2,9 milioni.
La forma metastatica resistente alla castrazione rappresenta uno degli stadi più avanzati della patologia: il tumore non risponde più alla terapia ormonale e tende a diffondersi ad altri organi, in particolare alle ossa, con una sopravvivenza mediana stimata tra due e tre anni dalla diagnosi.
Ricerca e innovazione terapeutica
Nel campo del carcinoma prostatico prosegue l’impegno della multinazionale farmaceutica Bayer nello sviluppo di nuove opzioni terapeutiche. L’azienda dispone già di trattamenti approvati come Darolutamide e radio-223 e continua a sviluppare ulteriori molecole in diverse fasi di sperimentazione clinica.
L’obiettivo è ampliare le possibilità terapeutiche disponibili e migliorare sia la sopravvivenza sia la qualità di vita dei pazienti lungo tutto il percorso della malattia.
Nella Giornata nazionale contro la violenza sul personale sanitario, il ministro Schillaci e il presidente FNOMCeO Anelli richiamano la necessità di proteggere medici e operatori.
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