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Leucemia mieloide acuta pediatrica: remissione completa in tre pazienti grazie a una nuova terapia CAR-T

Oncologia Redazione DottNet | 05/03/2026 11:08

Un approccio di immunoterapia sperimentale sviluppato all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù apre nuove prospettive per le forme pediatriche di Leucemia mieloide acuta resistenti ai trattamenti. I primi risultati del progetto PALM sono stati pubblicati su Blood.

Un possibile passo avanti nella cura della Leucemia mieloide acuta (LMA) in età pediatrica arriva dalla sperimentazione di una nuova terapia cellulare basata su cellule CAR-T. Tre giovani pazienti con malattia particolarmente aggressiva e non responsiva alle terapie standard hanno raggiunto la remissione completa grazie a un trattamento sviluppato dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

L’intervento rientra nel PALM Research Project®, una piattaforma di ricerca multicentrica promossa e sostenuta da Fondazione Umberto Veronesi ETS con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di strategie terapeutiche innovative contro le forme recidivanti o refrattarie di LMA. Al progetto partecipano anche la Clinica Oncoematologica dell’Università di Padova e l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

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Una patologia ancora complessa da trattare

La leucemia mieloide acuta rappresenta circa il 20% delle leucemie pediatriche e in Italia si registrano ogni anno tra 70 e 80 nuove diagnosi. I protocolli terapeutici di prima linea permettono oggi di ottenere la guarigione in circa due terzi dei bambini. Rimane tuttavia una quota significativa di pazienti che non risponde alle cure disponibili o sviluppa una recidiva.

È proprio per affrontare questa necessità clinica che è stato avviato il PALM Research Project®, con l’obiettivo di comprendere i meccanismi biologici alla base della resistenza ai trattamenti e sviluppare nuove opzioni terapeutiche.

L’immunoterapia mirata contro CD7

Le cellule CAR-T rappresentano una forma avanzata di immunoterapia personalizzata. I linfociti T del paziente vengono prelevati e geneticamente modificati per riconoscere specifici bersagli presenti sulle cellule tumorali, per poi essere reinfusi nell’organismo con lo scopo di eliminarle.

Nel caso della LMA l’applicazione di questa tecnologia è stata finora particolarmente complessa. Il team guidato da Franco Locatelli ha sviluppato una nuova strategia diretta contro la molecola CD7, presente su alcune cellule leucemiche. I tre pazienti trattati, tutti con malattia resistente e senza altre opzioni terapeutiche efficaci, hanno mostrato una risposta completa.

Si tratta dei primi casi documentati a livello mondiale di utilizzo clinico di cellule CAR-T anti-CD7 nella LMA pediatrica, risultati pubblicati sulla rivista scientifica Blood.

Le prospettive della ricerca

Il progetto PALM punta ora ad ampliare l’approccio dell’immunoterapia cellulare. Tra i prossimi sviluppi è previsto l’avvio di uno studio clinico con cellule CAR-NK allogeniche, ottenute da donatori sani e ingegnerizzate per colpire bersagli specifici della leucemia.

Parallelamente, sono in fase di sviluppo nuove CAR-T dirette contro ulteriori target molecolari identificati nei modelli preclinici. L’obiettivo della ricerca è duplice: ampliare le possibilità di cura per i pazienti più difficili da trattare e individuare biomarcatori in grado di prevedere la risposta ai trattamenti, rendendo sempre più concreto l’approccio della medicina personalizzata in oncologia pediatrica.

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