
Un nuovo dispositivo per la somministrazione di fentanyl integra un controllo elettronico delle erogazioni per ridurre sovradosaggi e utilizzi impropri. Gli specialisti: terapia del dolore parte integrante delle cure oncologiche.
Nel percorso di cura del paziente oncologico, il controllo del dolore rappresenta un obiettivo clinico prioritario e un diritto sancito dalla normativa italiana. Eppure quasi il 44% delle persone con tumore convive con sintomi dolorosi nelle diverse fasi della malattia, inclusa la sopravvivenza a lungo termine. Accanto al dolore persistente, circa il 70% dei pazienti sperimenta episodi acuti improvvisi – il cosiddetto Breakthrough Cancer Pain (BTcP) – crisi di breve durata ma di intensità elevata che richiedono un intervento rapido e mirato.
In questo scenario si inserisce una novità tecnologica ora disponibile anche in Italia: un dispositivo per la somministrazione intranasale di fentanyl dotato di sistema elettronico integrato. Il meccanismo include un contatore digitale delle dosi e un blocco temporizzato tra un’erogazione e la successiva, con l’obiettivo di limitare il rischio di assunzioni ravvicinate, errori accidentali o utilizzi non appropriati.
Il fentanyl, oppioide di sintesi inserito nel terzo gradino della scala analgesica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è raccomandato nelle linee guida nazionali e internazionali per il trattamento del dolore oncologico moderato-severo. Grazie all’elevata lipofilia, attraversa rapidamente le membrane biologiche e, nella formulazione transmucosale nasale, garantisce un assorbimento veloce, con un esordio d’azione paragonabile alla via endovenosa e una durata compatibile con la natura transitoria del BTcP.
Gli esperti intervenuti all’incontro milanese promosso da Istituto Gentili hanno ribadito la necessità di superare pregiudizi e semplificazioni nel dibattito sugli oppioidi, distinguendo nettamente tra uso clinico appropriato e abuso. Nel contesto oncologico, sottolineano, la mancata gestione del dolore può compromettere aderenza ai trattamenti antitumorali, stabilità psicologica e qualità della vita.
L’integrazione tra innovazione tecnologica e appropriatezza prescrittiva mira a rafforzare la sicurezza senza ostacolare l’accesso alla terapia quando indicata. La possibilità di associare rapidità d’azione e controllo digitale delle dosi rappresenta un passo ulteriore verso una medicina del dolore personalizzata, in linea con i principi della Legge 38 e con l’approccio delle cure simultanee previsto dal Piano Oncologico Nazionale.
Il ministero della Salute: il Testo unico della legislazione farmaceutica potrà rimuovere ostacoli per le terapie delle malattie rare. Focus anche su carenze e ricerca.
Commenti