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Liste d’attesa, Cittadinanzattiva: “Segnalazioni in aumento, difficile vedere effetti dei correttivi”

Circa 500 segnalazioni da inizio anno: tempi non rispettati, agende chiuse e mobilità forzata. Attesa per la piattaforma nazionale entro giugno
Sanità pubblica

Le segnalazioni dei cittadini non accennano a diminuire e il beneficio concreto delle misure introdotte per ridurre le liste d’attesa resta, almeno per ora, difficile da percepire.

A segnalarlo è Cittadinanzattiva, che da gennaio 2026 ha già raccolto circa 500 segnalazioni attraverso il proprio servizio di tutela, tutte accomunate da criticità persistenti nell’accesso alle prestazioni sanitarie.

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Tra i problemi più frequenti emergono "tempi inadeguati rispetto alle priorità indicate in impegnativa, anche per le urgenze, agende ancora chiuse, offerta di strutture spesso distanti dal proprio domicilio".

Tempi lunghi e criticità diffuse anche nelle regioni più virtuose

Il dato più rilevante riguarda la continuità del fenomeno: i lunghi tempi di attesa si confermano la criticità più segnalata e, secondo l’associazione, il problema si sta progressivamente estendendo anche alle regioni tradizionalmente più performanti.

Un segnale che indica come le difficoltà non siano più circoscritte a specifici territori ma assumano sempre più una dimensione sistemica.

Più consapevolezza, ma accesso ancora difficile

Accanto alle criticità, emerge anche un elemento di sicuro interesse: una maggiore consapevolezza dei cittadini rispetto ai propri diritti e agli strumenti disponibili.

Tra questi, la possibilità di richiedere la prestazione in intramoenia pagando il solo ticket, qualora non sia disponibile nei tempi previsti dal Servizio sanitario nazionale.

Uno strumento che tuttavia interviene a valle del problema, senza risolvere le criticità legate all’offerta e all’organizzazione dei servizi.

Attesa per la piattaforma nazionale: "Servono dati certi"

L’attenzione si concentra ora sulla Piattaforma nazionale per il governo delle liste d’attesa, attesa entro giugno.

"Aspettiamo che la Piattaforma nazionale venga messa a sistema, con le indicazioni dei tempi per singola prestazione e per ogni territorio", afferma Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.

Nel frattempo, aggiunge, "perché il problema venga aggredito in modo efficace è fondamentale una fattiva collaborazione fra tutti i livelli istituzionali, nazionale e regionali".

Il rischio di diseguaglianze senza coordinamento

Secondo Cittadinanzattiva, la collaborazione tra livelli istituzionali rappresenta "la sola strada percorribile" in un contesto in cui alcune Regioni spingono per ulteriori forme di autonomia.

"In assenza di coordinamento - avverte Mandorino - si assisterebbe al rischio di un dilagare incontrollato delle disuguaglianze".

Un richiamo che riporta il tema delle liste d’attesa sul terreno più ampio della governance del sistema sanitario, dove il problema non è rappresentato tanto dall’annuncio dell’introduzione di strumenti o correttivi, quanto dalla loro effettiva capacità di tradursi in benefici percepibili per i cittadini.

Sanità pubblica
Commenti
GR
Giuseppe Giovanni Ruberto
Giovani Medici fuggono all'estero!!!
Rispondi
14/04/2026 09:26

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