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Immunoterapia oncologica, in Campania nasce un laboratorio sulla “mappatura spaziale” dei tumori

Oncologia

Un passo avanti nella medicina di precisione e nello sviluppo dell’immunoterapia oncologica. A Mercogliano, in provincia di Avellino, è stato inaugurato un nuovo laboratorio d’eccellenza dell’IRCCS Fondazione Pascale, dedicato allo studio delle interazioni tra cellule tumorali e sistema immunitario attraverso tecnologie di ultima generazione.

Il centro, realizzato grazie al finanziamento della Fondazione Irti, punta a migliorare la comprensione dei meccanismi di resistenza ai trattamenti e a favorire lo sviluppo di strategie terapeutiche più mirate per i pazienti oncologici.

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La biologia spaziale al servizio dell’immunoterapia

Tra le linee di ricerca più innovative spicca la cosiddetta biologia spaziale, disciplina che consente di analizzare il microambiente tumorale mantenendo intatta l’architettura del tessuto.

Secondo Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma e Immunoterapia dell’Istituto, questa metodologia permette di superare i limiti delle analisi genomiche tradizionali, che studiano i tessuti come un insieme indistinto di cellule. La nuova tecnologia consente invece di “mappare” la posizione e le interazioni delle cellule tumorali con quelle immunitarie, offrendo informazioni cruciali per ottimizzare l’efficacia dell’immunoterapia.

Nel laboratorio convergono inoltre altri filoni di ricerca promettenti, tra cui lo studio del microbioma, la profilazione genetica dei pazienti e l’identificazione di nuovi biomarcatori molecolari utili per orientare le scelte terapeutiche.

Un ecosistema di innovazione nel Sud Italia

Il polo rappresenta un’infrastruttura strategica per la ricerca oncologica, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del Pascale come centro di riferimento internazionale.

Per il direttore scientifico Alfredo Budillon, la possibilità di analizzare la struttura spaziale del tumore consente di comprendere meglio perché alcuni pazienti rispondano alle cure mentre altri sviluppino resistenze, aprendo la strada a trattamenti più personalizzati e potenzialmente meno tossici.

Il contributo della Fondazione Irti

La nascita del laboratorio è legata alla donazione complessiva di 400mila euro da parte della Fondazione Irti, guidata da Natalino Irti, che ha permesso l’acquisto di strumentazioni avanzate.

L’investimento, spiegano i promotori, mira a valorizzare il talento scientifico presente nel Mezzogiorno e a creare nuove opportunità di cura per i pazienti oncologici.

Con l’avvio di questo progetto, la Campania si candida così a diventare uno dei principali hub europei nella ricerca sull’immunoncologia e sulla medicina personalizzata.

Oncologia
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