
Secondo SINPIA e FNOPo i disturbi del comportamento alimentare sono in aumento tra adolescenti e giovani donne. In Italia oltre 3 milioni di persone ne soffrono.
I disturbi del comportamento alimentare sono in crescita tra adolescenti e giovani adulti, con un aumento dei casi che negli ultimi anni arriva fino al 35% tra bambini e adolescenti. Il fenomeno, segnalato dagli specialisti in occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla del 15 marzo, si accompagna anche a un progressivo abbassamento dell’età di esordio.
In Italia si stima che oltre 3 milioni di persone soffrano di disturbi del comportamento alimentare, tra cui anoressia nervosa, bulimia e binge eating. Anoressia e bulimia colpiscono tra l’8% e il 10% delle ragazze e tra lo 0,5% e l’1% dei ragazzi, con casi segnalati sempre più frequentemente tra gli 11 e i 15 anni e talvolta già tra gli 8 e i 9 anni.
Aumento fino al 35% tra bambini e adolescenti
Secondo la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), negli ultimi anni il numero dei disturbi del comportamento alimentare tra i più giovani è cresciuto fino al 35%, con un quadro che coinvolge aspetti nutrizionali, psicologici e relazionali.
"I disturbi del comportamento alimentare non riguardano soltanto il rapporto con il cibo, ma coinvolgono aspetti psicologici, emotivi e relazionali profondi", afferma Elisa Fazzi, presidente SINPIA. "Si tratta di condizioni complesse che possono avere conseguenze molto gravi sulla salute fisica e mentale e sullo sviluppo, soprattutto quando insorgono in età precoce".
Particolare attenzione viene riservata dagli specialisti all’Arfid, il disturbo evitante o restrittivo dell’assunzione di cibo, che riguarda tra il 5% e il 14% dei bambini, più frequentemente i maschi, e si manifesta soprattutto tra i 6 e i 10 anni. A differenza di altri disturbi alimentari, non è legato all’immagine corporea, ma all’evitamento di specifici alimenti per caratteristiche sensoriali, o alla paura di soffocare o vomitare.
Tra i segnali che gli specialisti invitano a non sottovalutare figurano cambiamenti improvvisi nelle abitudini alimentari, aumento eccessivo dell’attività fisica, perdita o aumento significativo di peso, isolamento sociale e forte preoccupazione per il proprio corpo.
Una giovane donna su dieci tra i 15 e i 24 anni
Il fenomeno riguarda in modo particolare le adolescenti e le giovani donne. Secondo la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPo), circa una donna su dieci tra i 15 e i 24 anni ha vissuto episodi riconducibili a disturbi del comportamento alimentare, con un rapporto di circa 9 a 1 rispetto agli uomini.
"L’ostetrica accompagna le donne in momenti chiave della vita, dalla pubertà alla gravidanza fino al post partum e al climaterio", spiega Elsa Del Bo, segretaria della FNOPo. "Proprio per questa continuità di relazione può intercettare precocemente segnali di un rapporto problematico con il cibo, con il corpo e con l’immagine del sé corporeo".
Secondo la federazione delle ostetriche, particolare attenzione va posta anche alle fasi di gravidanza e post partum, periodi in cui le rapide trasformazioni del corpo possono riattivare o accentuare fragilità già presenti.
"In gravidanza il corpo cambia rapidamente e questo può generare sentimenti contrastanti, soprattutto in chi ha avuto in passato un rapporto difficile con il cibo o con il peso", aggiunge Del Bo. "Per questo è importante poter contare su uno spazio di ascolto non giudicante e su una presa in carico multidisciplinare".
Presa in carico multidisciplinare e rete territoriale
Gli specialisti sottolineano la necessità di rafforzare le reti territoriali di assistenza, integrando il lavoro di medici, psicologi, nutrizionisti, ostetriche e servizi di neuropsichiatria infantile, per garantire una diagnosi precoce e un intervento tempestivo.
Per SINPIA e FNOPo, infatti, la prevenzione non può limitarsi al solo riconoscimento dei sintomi più evidenti, ma richiede professionisti formati e servizi capaci di accompagnare il paziente e la famiglia lungo un percorso di cura strutturato.
Dietro i numeri, il peso delle storie personali
Accanto ai dati e agli allarmi degli specialisti, la Giornata del Fiocchetto Lilla riporta l’attenzione anche sulle storie personali. A Londra, in un incontro del Libro Possibile, Giorgio Perinetti, storico dirigente sportivo del calcio italiano, ha presentato il volume "Quello che non ho visto arrivare", dedicato alla figlia Emanuela, morta nel 2023 a 34 anni a causa dell’anoressia.
"Ho scritto un libro triste, duro, che qualcuno ha definito un cazzotto nello stomaco, ma che deve avere un significato di speranza, perché Emanuela non ce l’ha fatta ma altre Emanuela ce la possono fare", ha detto Perinetti, spiegando di aver voluto raccontare anche il senso di colpa di un genitore che non riesce a cogliere in tempo i segnali della malattia.
Una testimonianza che affianca il dato clinico a una dimensione concreta e familiare del problema, ricordando quanto il riconoscimento precoce dei disturbi alimentari resti decisivo.
In occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla, la Federazione Italiana Medici Pediatri invita i genitori a riconoscere i primi segnali di disturbi alimentari nei bambini e a rivolgersi al pediatra di famiglia.
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