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Riforma delle professioni sanitarie: dagli Stati generali nuove proposte per competenze, formazione e sanità territoriale

Professione Redazione DottNet | 16/03/2026 10:47

Dalla carenza di personale alla valorizzazione economica e ai nuovi modelli organizzativi: il confronto promosso dalla FNO TSRM e PSTRP punta a rafforzare la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

Il futuro delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione passa attraverso un riordino complessivo del sistema. È il messaggio emerso dagli Stati generali promossi a Roma dalla FNO TSRM e PSTRP, con l’obiettivo di avviare un dialogo strutturato con Governo, Parlamento e Regioni sulla legge delega in materia.

Nel suo intervento, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha evidenziato come la riforma debba affrontare nodi strategici quali la carenza di personale, l’aggiornamento dei percorsi formativi e l’evoluzione delle competenze professionali. In questo scenario, ha sottolineato, il contributo delle professioni rappresentate dalla Federazione sarà determinante anche per il rafforzamento della sanità di prossimità.

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Criticità e sfide per il sistema sanitario

Dal confronto è emerso un quadro caratterizzato da bisogni assistenziali sempre più complessi, legati anche all’invecchiamento della popolazione e alla difficoltà di rendere attrattive alcune professioni sanitarie. A queste criticità si aggiungono il limitato riconoscimento economico e sociale e l’esigenza di modelli organizzativi più flessibili e integrati.

La Federazione ha indicato tra le priorità investimenti mirati sul capitale umano e l’introduzione di nuovi modelli di presa in carico, capaci di rispondere all’evoluzione dei bisogni di salute e al rapido sviluppo tecnologico.

Formazione avanzata e sviluppo di carriera

Tra le proposte avanzate figura l’istituzione di lauree magistrali a indirizzo clinico, per formare professionisti con competenze avanzate nella gestione di casistiche complesse e contribuire alla riduzione delle liste d’attesa.

Il presidente della Federazione Diego Catania ha sottolineato come la valorizzazione delle competenze rappresenti una leva fondamentale per la tenuta del sistema sanitario, evidenziando il ruolo essenziale di queste professioni nella diagnosi, nella prevenzione e nei percorsi riabilitativi.

Un ulteriore elemento riguarda l’allineamento agli standard europei attraverso percorsi formativi innovativi, con maggiore autonomia professionale e integrazione nelle équipe multiprofessionali.

Valorizzazione economica e nuovi modelli organizzativi

Tra le richieste avanzate figurano misure per il riconoscimento economico, come l’estensione della flat tax sugli straordinari e l’introduzione dell’indennità di specificità per il personale impegnato nei pronto soccorso. È stata inoltre proposta la creazione della figura del dirigente per area professionale.

Grande attenzione è stata posta anche allo sviluppo di percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali condivisi, con l’obiettivo di favorire protocolli operativi comuni e rafforzare l’assistenza territoriale.

Per il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Alberto Siracusano, il confronto rappresenta un’occasione per accrescere la qualità professionale e rispondere ai nuovi bisogni di una società in trasformazione.

Dagli Stati generali emerge quindi una visione del riordino delle professioni sanitarie non come intervento settoriale, ma come fattore chiave per la sostenibilità futura del Servizio sanitario nazionale.

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