
Dopo l’analisi che stima fino al 50% del tempo degli oncologi assorbito da attività amministrative, il tema arriva in Parlamento e coinvolge anche le associazioni dei pazienti.
Il tema della burocrazia che grava sul lavoro degli oncologi ospedalieri entra nel dibattito politico e istituzionale. Dopo l’analisi del Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri (Cipomo), secondo cui fino alla metà del tempo di lavoro dei medici può essere assorbita da attività amministrative, arrivano le prime reazioni dal mondo politico.
"La deburocratizzazione è un tema molto importante, non solo per l’ambito sanitario, anche se ovviamente per l’oncologia la questione richiede un’attenzione prioritaria", ha affermato la deputata Vanessa Cattoi, coordinatrice dell’intergruppo parlamentare "Insieme per un impegno contro il cancro".
Secondo Cattoi, il Parlamento è pronto a valutare le proposte avanzate dai primari oncologi per ridurre il carico amministrativo. "Per l’intergruppo parlamentare che qui rappresento ascolteremo e faremo nostre le istanze di Cipomo. Sarà nostro impegno proporre atti legislativi che vadano nella direzione della semplificazione e della riduzione della burocrazia".
La deputata ha richiamato anche il tema della riorganizzazione del sistema sanitario e del rafforzamento del personale, ricordando che l’ultima legge di bilancio ha previsto la copertura per l’assunzione a tempo indeterminato di mille medici e cinquemila infermieri.
Oncologi e pazienti alleati sulla deburocratizzazione
Sul tema si registra anche una convergenza tra clinici e associazioni dei pazienti. A Roma è stata infatti presentata una partnership tra il Cipomo e il gruppo di advocacy "La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere", che riunisce diverse associazioni impegnate nell’ambito oncologico.
"L’evento di oggi è il primo atto di questa alleanza e non potevamo che focalizzare la nostra attenzione su un tema sentito come prioritario sia dagli oncologi sia dalle associazioni dei pazienti", ha spiegato Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna ODV e coordinatrice del gruppo.
Secondo Mancuso il peso burocratico che grava sui professionisti sanitari incide direttamente anche sulla qualità dell’assistenza. "Il peso burocratico è diventato insostenibile e riduce in maniera pesante il tempo clinico, cioè il tempo che l’oncologo dedica alla visita, alla prescrizione delle terapie, all’ascolto e alle spiegazioni al paziente".
Un tempo che, secondo le associazioni dei pazienti, rappresenta un elemento essenziale per rafforzare la relazione di fiducia e migliorare l’aderenza ai trattamenti.
Le proposte per ridurre il carico burocratico
Tra le proposte avanzate dal Cipomo per affrontare il problema figurano la delega delle attività non cliniche a nuove figure professionali dedicate, una revisione delle modalità di compilazione di alcune procedure amministrative – come le schede di monitoraggio Aifa – e un maggiore utilizzo delle tecnologie digitali.
Secondo i promotori dell’iniziativa, strumenti di innovazione organizzativa e soluzioni digitali, incluse applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, potrebbero contribuire a ridurre il tempo dedicato alla gestione dei dati e restituire centralità alla relazione tra medico e paziente.
Il tema della deburocratizzazione del lavoro medico si inserisce così in un dibattito più ampio sull’organizzazione del Servizio sanitario nazionale e sulla necessità di preservare il tempo clinico come una delle risorse più critiche del sistema.
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