
Nel 2024 e nel 2025 cresce la raccolta premi delle assicurazioni sanitarie, soprattutto nel ramo malattia. I dati Ivass mostrano un fenomeno indicativo di una trasformazione delle aspettative dei cittadini.
La crescita delle assicurazioni sanitarie private torna a emergere come un segnale da osservare con attenzione, non tanto per il suo peso economico complessivo quanto per ciò che racconta sulle dinamiche in atto nel rapporto tra cittadini e Servizio sanitario nazionale. È quanto emerge dal bollettino statistico diffuso da Ivass, che fotografa l’andamento del comparto salute tra il 2024 e i primi trimestri del 2025.
Secondo i dati dell’Autorità di vigilanza, la raccolta premi nel settore delle assicurazioni sanitarie ha proseguito il trend di crescita già registrato nel 2024, con un incremento più marcato nel ramo malattia rispetto a quello infortuni. Nei primi trimestri del 2025, l’aumento è stato del 12,7% per il ramo malattia e del 3,1% per il ramo infortuni.
Un mercato in crescita, ma ancora marginale
Nel 2024 i premi complessivamente raccolti dalle imprese di assicurazione nel comparto salute hanno raggiunto gli 8 miliardi di euro, di cui 4,4 miliardi nel ramo malattia e 3,6 miliardi nel ramo infortuni, con un incremento del 7,8% rispetto all’anno precedente. È bene tenere sempre presente come si tratti di una quota ancora marginale se rapportata alla spesa sanitaria complessiva.
Questa infatti, sempre secondo i dati Ivass, è stata nel 2024 pari a 185,1 miliardi di euro, corrispondenti all’8,5% del PIL. La parte prevalente della spesa continua a essere sostenuta dal settore pubblico, che copre il 74,3% del totale (6,3% del PIL), mentre il 22,3% è rappresentato da spesa out-of-pocket direttamente a carico dei cittadini. La quota intermediata da fondi sanitari e assicurazioni resta contenuta, pari al 3,4% del totale.
Questi numeri confermano che il Servizio sanitario nazionale rimane il pilastro del sistema, ma mostrano al tempo stesso una crescita costante delle soluzioni integrative.
Il peso delle polizze collettive e la concentrazione del mercato
Un altro elemento rilevante riguarda la struttura del mercato. Le prime cinque imprese assicurative concentrano il 68% dei premi nel ramo malattia e oltre il 61% nel ramo infortuni. Le polizze collettive risultano particolarmente diffuse: più di un italiano su cinque è coperto da una forma di assicurazione sanitaria collettiva, spesso stipulata attraverso fondi sanitari legati a contesti lavorativi.
Il premio medio per unità di rischio, al netto degli oneri fiscali, si è attestato nel 2024 a 203,8 euro, in crescita del 6,7% rispetto all’anno precedente.
Oltre i numeri: una strategia di protezione individuale
Al di là delle dimensioni economiche, il dato più significativo riguarda la natura del fenomeno. La crescita del ramo malattia sembra rispondere meno a una scelta esplicita di sostituzione del pubblico con il privato e più a una logica di protezione individuale. In un sistema che resta universalistico, le assicurazioni sanitarie vengono sempre più utilizzate come strumento complementare per ridurre l’incertezza legata all’accesso alle prestazioni.
In questo senso, la dinamica osservata suggerisce una sequenza già nota in altri contesti: prima cresce il segmento legato agli eventi di malattia, poi si normalizza l’uso delle coperture integrative, infine si ridefiniscono le aspettative dei cittadini rispetto a ciò che il sistema pubblico è in grado di garantire in termini di tempi e continuità delle cure.
Tra pubblico e privato, un equilibrio che si sposta
I dati Ivass non descrivono una privatizzazione del Servizio sanitario nazionale, ma indicano uno spostamento progressivo delle strategie individuali di tutela. L’aumento della spesa out-of-pocket e la diffusione delle coperture assicurative suggeriscono che una parte crescente dei cittadini percepisce la necessità di affiancare al sistema pubblico strumenti aggiuntivi, soprattutto in relazione alla tempestività dell’assistenza.
È in questo spazio, più che in una contrapposizione ideologica tra pubblico e privato, che si colloca la crescita delle assicurazioni sanitarie: come risposta difensiva a un sistema sotto pressione, e non come come alternativa strutturale al SSN.
Una trasformazione silenziosa, ancora quantitativamente limitata, ma che contribuisce a ridefinire nel tempo il rapporto tra cittadini, servizi e aspettative di tutela sanitaria.
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