
Lo studio su Child Development: più autonomia a un anno, migliori competenze comunicative a due
Mangiare in modo autonomo non è solo una conquista motoria, ma può favorire anche lo sviluppo del linguaggio. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Child Development, frutto della collaborazione tra Università di Roma Tor Vergata, Sapienza Università di Roma e Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr (Cnr-Istc), con il contributo di istituzioni internazionali e condotto su quasi 200 bambini e bambine.
La ricerca analizza il legame tra autonomia nell’alimentazione e sviluppo comunicativo nei primi due anni di vita, partendo dall’osservazione che il pasto rappresenta un contesto ricco di stimoli non solo nutrizionali, ma anche sociali, cognitivi ed emotivi. In particolare, lo studio si inserisce nel filone dell’alimentazione complementare a richiesta, che prevede la partecipazione attiva del bambino ai pasti familiari sin dalle prime fasi dello svezzamento.
I risultati mostrano che i bambini che, intorno a un anno di età, mangiano più frequentemente senza l’aiuto diretto di un adulto, durante il pasto producono un numero significativamente maggiore di vocalizzazioni e gesti comunicativi. Un dato rilevante è che questo vantaggio non si esaurisce nel breve periodo: gli stessi bambini presentano, a 24 mesi, una probabilità circa doppia di produrre frasi rispetto ai coetanei meno autonomi nel mangiare.
Secondo le ricercatrici, il legame tra alimentazione autonoma e linguaggio si spiega con la stretta interazione tra abilità motorie e competenze comunicative nei primi anni di vita. Manipolare il cibo, usare le mani o le posate e coordinare i movimenti fini stimola processi cognitivi fondamentali come l’attenzione condivisa, l’imitazione, l’uso di strumenti e l’apprendimento dei nomi degli oggetti, tutti elementi chiave per l’acquisizione del linguaggio.
Lo studio sottolinea inoltre il valore del pasto come momento di interazione sociale, in cui il bambino osserva, imita e partecipa attivamente agli scambi con gli adulti e gli altri membri della famiglia.
Secondo gli autori, queste evidenze possono rappresentare un supporto concreto per pediatri, operatori sanitari e genitori, suggerendo che incoraggiare l’alimentazione autonoma fin dalle prime fasi della crescita possa favorire in modo integrato lo sviluppo motorio e comunicativo dei bambini.
Riferimenti
Giulia Pecora, Francesca Bellagamba, Valentina Focaroli, Melania Paoletti, Mariarosaria Ciolli, Elisa Iaboni, Noemi Palladino, Alice Di Prete, Claire Farrow, Laura Shapiro, Amy T Galloway, Flavia Chiarotti, Corinna Gasparini, Barbara Caravale, Serena Gastaldi, Elsa Addessi, “Self-feeding and communicative development from 12 to 24 months of age: An observational study”, Child Development, 2026; https://doi.org/10.1093/chidev/aacaf003. Link https://academic.oup.com/chidev/advance-article/doi/10.1093/chidev/aacaf003/8444659
Sin: l’alcol è una sostanza tossica e teratogena in grado di passare sempre la barriera placentare, indipendentemente dall’unità alcolica assunta o dalla frequenza di consumo o dall’epoca gestazionale e raggiunge il feto
Di Mauro: "ogni bimbo è unico e speciale, genitori siano flessibili"
Staiano: "Importante che la comunità e le famiglie siano consapevoli delle sfide che il cambiamento climatico comporta"
Con l'arrivo della stagione estiva e con l'inizio delle tanto sospirate vacanze, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) fornisce una serie di raccomandazioni
Commenti