
Al via i bandi Fellowship e Community Award di Gilead per progetti in ambito infettivologico, epatologico e oncologico, tra ricerca e terzo settore.
Dalla ricerca scientifica alla progettualità del terzo settore, passando per l’innovazione organizzativa nei percorsi di cura. Si riaprono dal 16 febbraio i due bandi promossi da Gilead Sciences in Italia: il Fellowship Program e il Community Award Program, giunti alla quindicesima edizione. L’obiettivo dichiarato è sostenere progetti capaci di tradurre intuizioni scientifiche e iniziative sociosanitarie in interventi concreti con impatto misurabile su esiti clinici e qualità della vita.
Ricerca scientifica e obiettivi di salute pubblica
Il Fellowship Program è rivolto a ricercatrici e ricercatori di enti pubblici e privati – ospedali, università, fondazioni – e punta a finanziare progetti di natura scientifica e sociosanitaria nelle aree dell’Hiv, della colangite biliare primitiva e del tumore al seno.
Il focus dichiarato è il miglioramento degli esiti di malattia e il contributo al raggiungimento di obiettivi di salute pubblica. Tra le novità, un premio speciale per il progetto che dimostrerà il miglior impiego dell’intelligenza artificiale, segno di un’attenzione crescente verso l’integrazione tra ricerca clinica e tecnologie digitali.
Il ruolo del terzo settore nei percorsi di cura
Il Community Award Program si rivolge invece alle associazioni di pazienti e agli enti del terzo settore, con l’intento di sostenere iniziative che migliorino l’assistenza terapeutica e la qualità della vita nelle aree di Hiv, epatiti virali, colangite biliare primitiva, tumore al seno, leucemie e linfomi.
Il coinvolgimento diretto delle organizzazioni civiche segnala una visione che amplia il concetto di innovazione oltre la dimensione strettamente clinica, includendo modelli organizzativi, supporto psicosociale e continuità assistenziale.
Sinergia pubblico-privato e sostenibilità
Programmi di questo tipo si collocano in uno spazio intermedio tra ricerca indipendente, responsabilità sociale d’impresa e sostegno all’ecosistema sanitario nazionale. In un contesto di risorse pubbliche limitate e crescente complessità terapeutica, il contributo di iniziative private può rappresentare un fattore abilitante per progetti che altrimenti faticherebbero a trovare finanziamento.
La selezione dei progetti sarà affidata a quattro esperti indipendenti sulla base di criteri predefiniti nei bandi. Le candidature saranno aperte fino al 10 aprile 2026, con pubblicazione dei vincitori prevista a fine giugno.
In aree ad alta intensità clinica come infettivologia, epatologia e oncologia, la collaborazione tra industria, centri di ricerca e terzo settore continua così a rappresentare uno dei terreni su cui si gioca l’equilibrio tra innovazione, accesso e sostenibilità dei percorsi di cura.
Studio ISS su Lancet Public Health: accessi concentrati di notte, vittime quarantenni e aggressioni nel 60% dei casi da partner o familiari. Ma il problema è la presa in carico.
Farmaceutica Usa in Italia: produzione oltre 9 miliardi e 22mila occupati. Competenze elevate, ma burocrazia e complessità regolatoria limitano la ricerca.
Calano del 50% i trial in Europa mentre cresce la Cina. AIOM: servono meno burocrazia e più attenzione alla qualità di vita dei pazienti nelle sperimentazioni.
White paper promosso da Impatta e realizzato con il supporto di Deloitte. In Italia 2,3 miliardi in R&S e 1,7 in tecnologie industriali, in crescita del 21% negli ultimi cinque anni.
Farmaceutica Usa in Italia: produzione oltre 9 miliardi e 22mila occupati. Competenze elevate, ma burocrazia e complessità regolatoria limitano la ricerca.
Commenti