|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Screening neonatale, copertura totale ma ancora disuguaglianze territoriali

Rapporto SIMMESN 2024: copertura completa per il pannello obbligatorio, ma forti disomogeneità regionali su patologie aggiuntive e follow-up.
Malattie Rare

Il sistema italiano di screening neonatale regge sul piano normativo e organizzativo di base, persistono differenze territoriali che rischiano di tradursi in diseguaglianze in termini di accesso. È questa la fotografia scattata dal Rapporto Tecnico 2024 della Società Italiana per lo Studio delle Malattie Metaboliche Ereditarie e lo Screening Neonatale (SIMMESN).

Nel 2024 sono stati 369.922 i nati vivi in Italia e il 100% è stato sottoposto allo screening per le patologie incluse nel Decreto ministeriale del 13 ottobre 2016, che ha recepito l’estensione obbligatoria del pannello nazionale a oltre 40 malattie metaboliche ereditarie. Il dato conferma la solidità del sistema sul perimetro normativo definito.

pubblicità

Il quadro cambia, tuttavia, quando si osservano le patologie non ancora garantite in modo uniforme su tutto il territorio.

Le aree di criticità: pannelli estesi e nuove patologie

Per un gruppo di malattie da accumulo lisosomiale, come Gaucher, Pompe, Fabry e alcune mucopolisaccaridosi, la percentuale di popolazione screenata si attesta intorno al 20%. Analoghe criticità emergono per condizioni quali iperplasia surrenalica congenita, atrofia muscolare spinale, immunodeficienze combinate severe, adrenoleucodistrofia X-linked, deficit della decarbossilasi degli L-aminoacidi aromatici e leucodistrofia metacromatica.

In questi casi l’accesso dipende ancora dalla Regione di nascita. È qui che la SIMMESN individua il problema principale: non è sufficiente l’esistenza di un quadro normativo nazionale, se non è a sua volta accompagnato da un coordinamento effettivo e da un’implementazione omogenea.

Le differenze organizzative, infatti, non si limitano all’estensione dei pannelli, ma riguardano anche i percorsi di presa in carico e il collegamento tra fase di screening, conferma diagnostica e follow-up clinico.

Un sistema più complesso, tra tecnologia e reti cliniche

Il Rapporto 2024 evidenzia come lo screening neonatale sia oggi un sistema sempre più complesso, anche per effetto dell’introduzione di nuove tecnologie e dell’ampliamento progressivo delle condizioni indagate. Questa evoluzione richiede laboratori adeguatamente attrezzati, centri clinici di riferimento in grado di garantire diagnosi tempestiva e continuità assistenziale, oltre a personale altamente specializzato.

Dal 2018 il Rapporto SIMMESN si avvale di un portale informatico dedicato alla raccolta strutturata dei dati provenienti dai centri di screening neonatale, consentendo un’elaborazione centralizzata e standardizzata delle informazioni su richiami, conferme diagnostiche e casi identificati. È un’infrastruttura che rafforza la capacità di monitoraggio, ma che rende ancora più evidente la necessità di uniformità.

La richiesta di un coordinamento nazionale più forte

Alla luce dei dati, la SIMMESN sollecita un rafforzamento del coordinamento centrale, anche in coerenza con i nuovi LEA definiti nell’ottobre 2025. L’obiettivo è valorizzare le esperienze regionali più avanzate e ridurre le attuali diseguaglianze.

Il messaggio è chiaro: lo screening neonatale rappresenta uno degli strumenti più efficaci di prevenzione sanitaria, capace di modificare in modo radicale la storia clinica di patologie rare e gravi. Tuttavia, l’equità di accesso non può dipendere dal luogo di nascita.

Investire in reti di laboratorio, follow-up clinico, formazione e raccolta sistematica dei dati non è soltanto una scelta tecnica, ma una decisione di politica sanitaria. Perché la prevenzione alla nascita, in un sistema universalistico, dovrebbe essere una garanzia uniforme e non una variabile geografica.

Malattie Rare
Commenti

I Correlati

Malattie rare, Uniamo: “Equità e sostenibilità per terapie e screening”
Malattie Rare
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Porpora trombotica trombocitopenica congenita, AIFA approva la rimborsabilità della prima terapia sostitutiva enzimatica
Malattie Rare
Porpora trombotica trombocitopenica congenita, AIFA approva la rimborsabilità della prima terapia sostitutiva enzimatica
L'Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato la rimborsabilità di ADAMTS13 ricombinante per il trattamento della porpora trombotica trombocitopenica congenita (cTTP).
Malattie neuromuscolari, le sfide aperte dall'arrivo delle nuove terapie
Congressi
Malattie neuromuscolari, le sfide aperte dall'arrivo delle nuove terapie
Al Congresso internazionale ICNMD 2026 di Firenze il confronto tra esperti su efficacia dei trattamenti, qualità di vita e bisogni delle persone con malattia di Pompe a esordio tardivo
Malattia di Pompe, a Firenze il confronto internazionale sulle nuove strategie terapeutiche
Malattie Rare
Malattia di Pompe, a Firenze il confronto internazionale sulle nuove strategie terapeutiche
All'ICNMD 2026 un simposio promosso da Amicus Therapeutics riunirà esperti internazionali per discutere quando e come rivalutare la terapia nei pazienti con malattia di Pompe a esordio tardivo.
Meno rinunce alle cure dove le reti funzionano: il dato che orienta il futuro dell’assistenza ai pazienti rari
Malattie Rare
Meno rinunce alle cure dove le reti funzionano: il dato che orienta il futuro dell’assistenza ai pazienti rari
Dal XII Rapporto MonitoRare emerge il valore di percorsi integrati tra ospedale e territorio. Scopinaro (Uniamo): «Servono risposte costruite sui bisogni delle persone e delle famiglie»

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.