
Un’alleanza strutturata tra specialisti per rafforzare diagnosi, continuità assistenziale e applicazione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza. È questo l’obiettivo del gruppo inter-societario dedicato alla fibromialgia promosso dal Collegio Reumatologi Italiani e dalla Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa.
La sindrome fibromialgica – condizione cronica caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico diffuso e persistente – entra così in una fase nuova nel panorama clinico nazionale, anche alla luce del recente inserimento nei nuovi Lea. La creazione del gruppo rappresenta il primo modello collaborativo formalizzato in Italia tra reumatologi e fisiatri su questa patologia, con l’intento di superare approcci discontinui e frammentati.
Dalla condivisione scientifica a un modello operativo comune
L’iniziativa ha preso forma durante l’ultimo congresso Simfer, in occasione del simposio congiunto dedicato alla fibromialgia, che ha messo a confronto competenze diverse lungo tutto il percorso: dalla patogenesi agli interventi riabilitativi.
Secondo Daniela Marotto, past president del Collegio Reumatologi Italiani, l’inserimento della fibromialgia nei Lea impone al Servizio sanitario nazionale un’evoluzione concreta dell’organizzazione assistenziale. Rafforzare il dialogo tra reumatologia e medicina riabilitativa significa potenziare le capacità diagnostiche e valorizzare in modo più sistematico le opzioni terapeutiche disponibili.
Una sindrome complessa che richiede un approccio multimodale
La fibromialgia interessa prevalentemente la popolazione femminile ed è contraddistinta da dolore diffuso in assenza di lesioni strutturali evidenti. Al quadro clinico possono associarsi stanchezza marcata, disturbi del sonno, rigidità articolare, cefalea e difficoltà cognitive.
Alla base vi è un’alterazione dei meccanismi centrali di modulazione del dolore, che determina un’aumentata sensibilità agli stimoli. La diagnosi rimane clinica e il trattamento richiede una strategia integrata: terapia farmacologica, esercizio terapeutico personalizzato, interventi riabilitativi, educazione sanitaria e supporto psicologico.
In questo contesto, il ruolo del fisiatra diventa strategico. Come sottolineato da Giovanni Iolascon, presidente della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, la gestione della fibromialgia deve essere globale e centrata sulla persona. Il fisiatra contribuisce alla valutazione funzionale, al controllo del dolore cronico, alla prescrizione di attività fisica adattata e all’empowerment del paziente. L’integrazione stabile con la reumatologia consente di costruire percorsi appropriati e sostenibili, evitando duplicazioni e discontinuità.
Obiettivi del gruppo inter-societario
Il gruppo CReI-Simfer si riunirà con cadenza mensile e opererà su più livelli:
Sono inoltre previste sessioni congiunte nei congressi nazionali delle due società scientifiche, con l’obiettivo di creare un confronto permanente tra specialisti coinvolti nella gestione della patologia.
Un cambio di paradigma assistenziale
L’avvio del network segna un passaggio culturale oltre che organizzativo: dalla gestione episodica alla presa in carico continuativa; da interventi isolati a percorsi integrati; dalla focalizzazione sul sintomo a una visione centrata sulla persona.
La sfida ora è tradurre la collaborazione scientifica in modelli assistenziali concreti, capaci di garantire equità di accesso e qualità delle cure su tutto il territorio nazionale, rendendo effettivo quanto previsto nei nuovi Livelli essenziali di assistenza.
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