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Diabete e lavoro: un protocollo per superare stigma e discriminazioni

Associazioni Redazione DottNet | 17/02/2026 14:24

Firmato un accordo tra FAND - Associazione Italiana Diabetici e Assimprenditori per favorire integrazione, prevenzione e corretta gestione del diabete nei luoghi di lavoro.

Favorire il pieno contributo delle persone con diabete alla società attraverso il lavoro, valorizzandole come risorsa e non come limite. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato tra Fand – Associazione italiana diabetici e Assimprenditori.

Un’alleanza per valorizzare le persone con diabete

L’accordo punta a promuovere nei luoghi di lavoro la prevenzione, i sani stili di vita e una gestione consapevole della malattia, con l’obiettivo di ridurre le complicanze e l’impatto socio-economico del diabete.

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Le due organizzazioni collaboreranno per mettere in campo iniziative concrete contro lo stigma e per migliorare le condizioni delle persone con diabete in ambito lavorativo.

Diabete in Italia: numeri che impongono attenzione

In Italia le persone con diabete sono circa 4 milioni. Si stima, inoltre, che almeno un altro milione conviva con la malattia senza saperlo.

Nel 2020 si sono registrati circa 97 mila decessi, in cui il diabete era menzionato tra le cause, con un incremento del circa 26% rispetto al 2019

Il diabete è spesso asintomatico nelle fasi iniziali e viene diagnosticato casualmente o quando compaiono complicanze. Una diagnosi tardiva può portare a danni d’organo anche irreversibili. Il 98% delle amputazioni degli arti inferiori di origine non traumatica è causato dal diabete.

Lavoro e diabete: gestione e consapevolezza fanno la differenza

Una persona con diabete che conosce la propria condizione e la gestisce correttamente può svolgere una vita pienamente attiva, compresa quella lavorativa, ritardando o evitando le complicanze.

Per questo il protocollo insiste su alcuni punti chiave:

  • adozione di stili di vita corretti;

  • informazione e formazione continua;

  • superamento dello stigma;

  • consapevolezza condivisa anche in ambito familiare e lavorativo.

Secondo il sistema di sorveglianza PASSI del Ministero della Salute, tra le persone con diabete il 70% è in eccesso ponderale, il 48% è sedentario, il 22% fuma e oltre il 90% non consuma le cinque porzioni giornaliere raccomandate di frutta e verdura. Promuovere abitudini sane anche nei luoghi di lavoro diventa, quindi, una leva strategica.

Ridurre complicanze e costi sociali

“Vogliamo promuovere in ambito lavorativo una cultura che consideri la persona con diabete come una risorsa e non come un problema – ha dichiarato Manuela Bertaggia, presidente FAND – e allo stesso tempo, una riduzione, attraverso una migliore gestione del diabete, i giorni persi per malattia e/o ricoveri ospedalieri, diminuendo così i costi a carico della collettività e aumentando la produttività nei luoghi di lavoro”.

L’obiettivo è permettere alle persone con diabete di avere piena consapevolezza della propria malattia e una gestione serena e corretta, così da contribuire allo sviluppo della società sia in termini di qualità di vita sia di capacità produttiva.

Un comportamento proattivo, condiviso tra pazienti, famiglie e ambienti di lavoro, può ridurre le complicanze, diminuire i giorni di assenza per malattia o ricoveri e contenere i costi a carico della collettività.

Parallelamente, la promozione di alimentazione corretta e attività fisica contribuisce anche alla prevenzione del diabete nella popolazione generale.

Superare i pregiudizi ancora presenti

Accanto alla prevenzione, resta centrale il tema delle discriminazioni.

Come sottolineato Stefano Garau, vicepresidente Fand, esistono ancora preconcetti nel rapporto tra diabete e lavoro. L’associazione ha dovuto intervenire, attraverso il proprio studio legale, in casi in cui giovani con diabete si sono sentiti penalizzati o ostacolati durante procedure di assunzione, anche in aziende a partecipazione pubblica.

Secondo quanto dichiarato, le azioni legali intraprese stanno ottenendo risultati positivi. “Non deve essere giudicata la malattia in sé - conclude Garau - ma la persona e la sua capacità di gestire il diabete”.

Una cultura del lavoro più inclusiva

Il protocollo tra Fand e Assimprenditori nasce da una visione condivisa: il diabete è una condizione cronica che, se ben gestita, non impedisce di lavorare e di contribuire pienamente alla società.

Promuovere ambienti di lavoro informati, inclusivi e attenti alla prevenzione significa investire non solo nella salute delle persone con diabete, ma anche nella sostenibilità sociale ed economica del sistema nel suo complesso.

La sfida è culturale prima ancora che organizzativa: considerare la persona con diabete una risorsa, non un problema. E valutare le competenze, non la diagnosi.

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