
Negli ecosistemi sanitari digitalizzati, la linea di demarcazione tra cura clinica e infrastruttura tecnologica è ormai sempre più sottile. Ogni Healthcare Delivery Organization (HDO) opera infatti su un’infrastruttura di Operational Technology (OT) che sostiene tanto i dispositivi clinici quanto i sistemi di gestione degli edifici (BMS).
Secondo Claroty, questa crescente interconnessione amplia l’efficienza operativa, ma espone anche le strutture sanitarie a nuovi rischi informatici che possono incidere direttamente sulla sicurezza dei pazienti e sulla continuità dei servizi.
Che cosa si intende per OT in ambito sanitario
Nel contesto healthcare, l’OT comprende l’insieme di hardware e software deputati al monitoraggio e al controllo di dispositivi fisici e infrastrutture cliniche. A differenza dei sistemi IT tradizionali, orientati prevalentemente alle funzioni amministrative e gestionali, l’OT interagisce con il mondo fisico e influenza in modo immediato trattamenti, ambienti di cura e sicurezza.
Rientrano in questa categoria:
dispositivi medici connessi;
apparecchiature di ingegneria clinica;
sistemi di laboratorio;
Building Management Systems (BMS), inclusi HVAC e impianti ambientali.
Un singolo ospedale può includere centinaia di dispositivi di produttori diversi, ciascuno con firmware, configurazioni e livelli di aggiornamento eterogenei. Questa frammentazione aumenta la complessità gestionale e la superficie di attacco.
L’OT come pilastro dell’assistenza moderna
La trasformazione digitale ha reso l’erogazione delle cure sempre più dipendente da sistemi OT. Monitor multiparametrici, pompe di infusione intelligenti e apparecchiature diagnostiche trasmettono dati in tempo reale, integrandosi con le cartelle cliniche elettroniche e supportando decisioni terapeutiche critiche.
Parallelamente, i BMS regolano:
In un contesto così interconnesso, un singolo incidente cyber può generare effetti a cascata che compromettono funzioni cliniche, infrastrutturali e logistiche.
Vulnerabilità crescenti: complessità e sistemi legacy
Uno dei principali fattori di rischio è la scarsa visibilità sugli asset OT. Senza un inventario aggiornato e completo dei dispositivi presenti in rete, diventa impossibile implementare misure di protezione efficaci.
Tra i punti critici figurano i Programmable Logic Controllers (PLC), responsabili del controllo di numerosi sistemi ospedalieri. Una loro compromissione potrebbe incidere su:
Ulteriore criticità è rappresentata dai dispositivi legacy. Molte apparecchiature mediche hanno un ciclo di vita di 10-15 anni e utilizzano sistemi operativi non più aggiornati, spesso con vulnerabilità note e non corrette.
Le tre direttrici della resilienza OT
Costruire ambienti sanitari resilienti significa adottare un modello capace di prevenire, assorbire e superare le interruzioni operative senza compromettere l’assistenza. La resilienza si fonda su tre pilastri:
1. Sicurezza dei pazienti
I sistemi clinici devono operare in modo affidabile e continuo. Un malfunzionamento o un attacco mirato potrebbe avere conseguenze dirette sulla vita delle persone assistite.
2. Continuità operativa
Anche in caso di incidente cyber, l’erogazione dei servizi sanitari deve proseguire. L’adozione di controlli compensativi e segmentazione di rete consente di limitare l’impatto degli eventi avversi.
3. Conformità normativa
Le strutture devono rispettare standard regolatori stringenti, tra cui quelli previsti da Food and Drug Administration (FDA) e Department of Health and Human Services (HHS), che impongono requisiti specifici in materia di sicurezza e gestione del rischio.
Zero Trust e visibilità totale degli asset
Un inventario dettagliato degli asset rappresenta il primo passo verso una strategia efficace di protezione OT. Tuttavia, per allinearsi pienamente agli obiettivi di sicurezza, continuità e compliance, è necessario adottare un modello Zero Trust, basato sul principio “never trust, always verify”.
Questo approccio prevede:
In ambienti caratterizzati da dispositivi salvavita e fornitori terzi, il paradigma Zero Trust diventa un elemento essenziale per mitigare il rischio sistemico.
Una priorità strategica per la sanità digitale
Con un’infrastruttura sempre più interdipendente e una posta in gioco estremamente elevata, la sicurezza OT non può più essere considerata un tema tecnico secondario. È un fattore strategico che incide direttamente sulla protezione dei pazienti, sull’operatività delle strutture e sulla sostenibilità del sistema sanitario nel suo complesso.
In questo scenario, soluzioni specializzate di cybersecurity OT — come quelle sviluppate da Claroty — puntano a garantire visibilità sugli asset, riduzione del rischio e implementazione di modelli Zero Trust pensati per ambienti clinici ad alta criticità.
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