
Oltre 76mila addetti incroceranno le braccia. Sindacati: “Proposta economica insufficiente, servono risposte concrete sul salario e sulle professionalità”.
Nuova giornata di sciopero per le lavoratrici e i lavoratori delle farmacie private. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno proclamato un’intera giornata di astensione dal lavoro per il 13 aprile, nell’ambito della vertenza per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale, scaduto il 31 agosto 2024.
La mobilitazione coinvolgerà oltre 76mila addetti su tutto il territorio nazionale.
Negoziato in stallo
La decisione arriva dopo gli incontri del 4 e dell’11 febbraio e le successive comunicazioni di Federfarma, che secondo le organizzazioni sindacali non avrebbero prodotto avanzamenti significativi.
"Insufficiente la nuova proposta economica di Federfarma, urgente garantire risposte concrete sul salario", affermano le sigle di categoria, che parlano di distanze ancora ampie sia sul piano retributivo sia sul riconoscimento delle professionalità.
Secondo i sindacati, l’offerta datoriale non consentirebbe un adeguato recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione e non valorizzerebbe pienamente le responsabilità e i servizi svolti quotidianamente dal personale delle farmacie private.
Salario, professionalità e ruolo delle farmacie
La piattaforma unitaria punta al recupero reale del potere d’acquisto e al pieno riconoscimento di tutte le figure professionali, a partire dai farmacisti collaboratori.
Il rinnovo del contratto, sostengono Filcams, Fisascat e Uiltucs, "deve garantire risposte concrete sul salario, sul riconoscimento delle responsabilità e dei servizi svolti, sulla qualità del lavoro e sulla dignità professionale".
La mobilitazione si inserisce in un percorso già avviato con lo sciopero nazionale del 6 novembre scorso, proclamato a seguito dello stallo delle trattative.
Nelle prossime settimane sono previste assemblee e momenti di confronto sui territori per aggiornare i lavoratori sull’andamento del negoziato e rafforzare il sostegno alla protesta.
Per le organizzazioni sindacali, il rinnovo del contratto "non è più rinviabile" e deve essere coerente con l’evoluzione del ruolo delle farmacie e delle professionalità che vi operano.
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