
Bilanci in crescita, ma contratti fermi da anni. È la questione sollevata, ormai da diverse settimane, da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che confermano lo sciopero nazionale del 17 aprile nella sanità privata e nelle Rsa, denunciando uno squilibrio tra risultati economici del settore e condizioni dei lavoratori.
"I bilanci volano, ma i contratti restano al palo. Regioni e Ministero facciano la loro parte", affermano Federico Bozzanca, segretario generale Fp Cgil, Roberto Chierchia, segretario generale Cisl Fp, e Rita Longobardi, segretaria generale Uil Fpl, annunciando una mobilitazione "contro le lacrime di coccodrillo delle associazioni datoriali".
Crescita dei ricavi e nodo redistribuzione
Secondo i sindacati, le analisi di Mediobanca sul comparto descrivono un settore in espansione, con un fatturato complessivo dei principali operatori pari a 12,02 miliardi di euro nel 2023, in crescita del 15,5% rispetto al 2019.
Nello stesso periodo, il margine operativo lordo avrebbe superato 1,1 miliardi di euro (+28,7% in un anno), mentre il patrimonio netto ha raggiunto i 5,5 miliardi, con una liquidità stimata in 1,8 miliardi.
Numeri che, secondo le organizzazioni sindacali, delineano "un mercato protetto", caratterizzato da un rischio d’impresa limitato e sostenuto in larga parte da risorse pubbliche, senza una corrispondente redistribuzione verso il lavoro.
Contratti fermi e divario con il pubblico
Il punto più critico resta quello contrattuale. "I lavoratori sono bloccati in un limbo che dura da 8 anni per la sanità privata e da 14 anni per le Rsa", denunciano i sindacati, parlando di un divario "ingiustificabile" rispetto al personale del Servizio sanitario nazionale.
La mobilitazione del 17 aprile coinvolgerà oltre 300mila operatori, con una manifestazione nazionale prevista a Roma.
Accreditamento e ruolo del pubblico
Oltre al rinnovo contrattuale, i sindacati chiedono anche una revisione del sistema di accreditamento, sottolineando il ruolo delle strutture private nell’erogazione di servizi sanitari pubblici.
"Parliamo di un servizio essenziale garantito con risorse pubbliche", osservano, chiedendo un riequilibrio tra sostenibilità economica delle strutture e valorizzazione del lavoro.




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