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La nuova tassonomia dell’obesità: come le Linee Guida stanno ridefinendo la diagnosi

Le nuove linee guida nazionali ed internazionali portano un cambiamento significativo, proponendo un approccio più personalizzato, multidisciplinare e centrato sul paziente, con attenzione alla gestione globale e alla riduzione dello stigma.
Obesità

Un sistema sanitario performante e resiliente richiede un linguaggio comune, preciso e scientificamente accurato condiviso tra tutti gli stakeholder. Nel caso dell’obesità, tale linguaggio è risultato finora carente. Per questo motivo, la European Association for the Study of Obesity (EASO ha promosso un’iniziativa di tassonomia con l’obiettivo di definire una terminologia standardizzata sull’obesità, in linea con quella utilizzata per altre malattie croniche non trasmissibili prioritarie nelle politiche sanitarie. È stato condotto uno studio Delphi online che ha coinvolto un panel multidisciplinare di esperti rappresentativi di decisori politici, professionisti sanitari, persone con esperienza diretta e ricercatori. Il documento definisce un nuovo approccio metodologico e operativo alla patologia, articolandosi nei seguenti punti chiave:

  • Inquadramento e Terminologia: È stata fatta chiarezza tra indicatori statistici (livello di popolazione) e segni clinici (livello individuale), introducendo ufficialmente il concetto di pre-obesità.
[1]
  • Evoluzione della Malattia: L’analisi si è concentrata sulle cause e sulle dinamiche di progressione, distinguendo nettamente tra le strategie di promozione della salute e quelle di prevenzione primaria.[1]
  • Percorso di Cura: Screening, diagnosi precoce, trattamento e gestione sono stati integrati in un modello di continuità assistenziale, garantendo un approccio senza interruzioni dalla prima valutazione al follow-up. [1]
  • Impatto Multidimensionale: Sono state analizzate le conseguenze della patologia non solo in termini di salute pubblica, ma anche nel loro impatto socioeconomico. [1]
  • La tassonomia proposta stabilisce un linguaggio moderno e basato sulle evidenze. Questo strumento è essenziale per l'educazione, l'advocacy e la comunicazione, offrendo un supporto concreto a decisori politici, clinici, ricercatori e, soprattutto, alle persone che vivono con l'obesità.[1]

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    Linee Guida ADA e NICE 2025: nuovi standard per l'obesità

    Le direttive ADA e NICE segnano un cambio di paradigma: l'obesità non è più una responsabilità individuale, ma una patologia complessa che richiede un approccio person-centered e multidisciplinare. [2,3]

    • Trattamento Farmacologico (ADA): Il farmaco è parte di un piano globale. Associato a modifiche dello stile di vita, migliora gli outcomes clinici e le comorbilità, basandosi su decisioni condivise tra medico e paziente.[2]
    • Contrasto allo Stigma (NICE): Si combatte il diagnostic overshadowing (attribuire ogni sintomo al peso). Il focus si sposta sui determinanti sociali e sul rispetto della volontà del paziente di discutere o meno della propria condizione.[3]
    • Oltre il BMI (NICE): Introdotto il Rapporto Vita-Altezza (WHtR) come predittore cardiovascolare più accurato.[3]
    • Personalizzazione: Le soglie di intervento sono ridotte per le etnie BAME (es. obesità da BMI 27,5) e basate su centili specifici per bambini e giovani.[2,3]

    Linee Guida Nazionali sull'Obesità negli Adulti: Un Quadro Normativo e Clinico Integrato

    L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), riconoscendo la crescente importanza della gestione dell'obesità come condizione cronica, ha incaricato la Società Italiana dell'Obesità (SIO) di redigere una Linea Guida nazionale per la diagnosi e il trattamento del sovrappeso e dell’obesità negli adulti.[4]

    Questa guida, alla quale ha partecipato anche la SIGE (Società Italiana di Gastroenterologia Endoscopica), fornisce raccomandazioni pratiche e basate su evidenze scientifiche per aiutare i professionisti a orientare le scelte terapeutiche. Tra gli interventi suggeriti si trovano quelli sullo stile di vita, le terapie farmacologiche, e i trattamenti più avanzati come gli approcci endoscopici e chirurgici. L’obiettivo principale è migliorare la qualità delle cure e garantire che esse siano appropriate per ciascun paziente. Le Linee Guida sono destinate a un ampio ventaglio di professionisti della salute che si occupano della gestione del paziente obeso e mira a facilitare una presa in carico integrata e multidisciplinare, con un approccio che metta al centro il benessere del paziente, ottimizzando gli interventi terapeutici in ogni fase del percorso.[4]

    Bibliografia

    1. Bowman-Busato, J., Schreurs, L., Halford, J.C.G. et al. Providing a common language for obesity: the European Association for the Study of Obesity obesity taxonomy. Int J Obes 49, 182–191 (2025). https://doi.org/10.1038/s41366-024-01565-9

    2.Mulvihill C, Parretti HM, Aswani N; Guideline Committee. Overweight and obesity management: summary of updated NICE guidance. BMJ. 2025 Dec 1;391:r2286. doi: 10.1136/bmj.r2286. PMID: 41326143.

    3.American Diabetes Association Professional Practice Committee for Obesity. Pharmacologic treatment of obesity in adults: Standards of care in overweight and obesity. BMJ Open Diabetes Res Care. 2026 Jan 13;13(Suppl 1):e005729. doi: 10.1136/bmjdrc-2025-005729. PMID: 41529914; PMCID: PMC12815056.

    4. Società Italiana dell'Obesità (SIO). (2025). La diagnosi e la terapia dell’obesità. Società Italiana dell'Obesità. https://www.simdo.it/wp-content/uploads/2025/07/Linee-Guida-italiane-obesitA%CC%83-_SIO.pdf

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