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Radiologia, dall’ECR 2026 diagnosi più precise e AI sempre più integrata nella pratica clinica

Tecnologia e Innovazione Redazione DottNet | 09/03/2026 11:04

Al Congresso europeo di radiologia emergono tre direttrici: nuove tecnologie diagnostiche, intelligenza artificiale e ripensamento dei workflow.

Il progresso tecnologico continua a ridefinire il campo della diagnostica per immagini. È uno dei messaggi principali emersi dall’European Congress of Radiology (ECR) 2026, appena concluso a Vienna, e che ha riunito oltre ventimila specialisti da tutta Europa per discutere le prospettive della radiologia nei prossimi anni. Tra i partecipanti anche una delegazione dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici (AIIC), interessata a osservare in anteprima tecnologie destinate a entrare nei sistemi sanitari in un futuro ormai a portata di mano.

Secondo Umberto Nocco, presidente AIIC, le direttrici dell’innovazione sono abbastanza chiare: "penso di leggere la percezione di buona parte dei colleghi italiani presenti a Vienna dicendo che le cose più interessanti e nuove che ci hanno stimolato sono quelle che il radiologo si attende anno dopo anno: vedere meglio, con maggiore risoluzione, possibilmente più in fretta e in modo meno invasivo per il paziente".

Questo significa soprattutto migliorare la qualità delle immagini diagnostiche riducendo allo stesso tempo l’esposizione del paziente alle radiazioni. "Nel concreto – spiega Nocco – significa vedere con minore dose di radiazioni senza perdere qualità diagnostica".

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L’intelligenza artificiale entra stabilmente nella radiologia

Uno dei temi più discussi durante il congresso è stato il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella diagnostica per immagini. All’ECR 2026 diverse sessioni sono state dedicate alle applicazioni dell’AI nella pratica clinica, dalla ricostruzione delle immagini al supporto nell’analisi diagnostica.

"L’intelligenza artificiale oggi è un po’ come il prezzemolo in una buona ricetta di cucina", osserva Nocco. "Ormai non si può pensare a soluzioni tecnologiche avanzate senza che contengano briciole di intelligenza artificiale e di deep learning".

Secondo il presidente AIIC l’AI non rappresenta una sostituzione del medico ma un supporto alla pratica clinica: "questo a tutto vantaggio sia dell’aspetto più squisitamente clinico, cioè il supporto all’analisi dell’immagine per la diagnosi, sia come supporto e miglioramento del workflow e delle modalità operative di lavoro".

Nuovi flussi di lavoro nella diagnostica per immagini

L’evoluzione tecnologica della radiologia non riguarda solo le apparecchiature ma anche l’organizzazione complessiva del lavoro nei servizi di diagnostica.

Proprio il tema del workflow è stato uno degli elementi più discussi nel congresso. "La radiologia è un mondo molto legato anche ai flussi di lavoro e al processo nel suo complesso", osserva Nocco. "Abbiamo verificato come si stia sviluppando un’attenzione sempre più minuziosa al come viene eseguito l’esame e al workflow operativo complessivo". Questo significa ottimizzare l’intero percorso diagnostico: dall’acquisizione delle immagini alla loro elaborazione fino alla refertazione.

La diagnostica diventa sempre più multidisciplinare

Un altro elemento emerso con forza dal congresso riguarda il crescente carattere multidisciplinare della diagnostica per immagini. Radiologi, tecnici di radiologia e ingegneri clinici sono sempre più coinvolti nello sviluppo e nell’introduzione delle nuove tecnologie.

Secondo Nocco la presenza di professionisti con competenze diverse è fondamentale per comprendere e integrare correttamente le innovazioni tecnologiche nella pratica sanitaria: "la presenza, associata alla curiosità e alla competenza professionale, è base essenziale per un costruttivo rapporto multidisciplinare con l’intero mondo della radiologia".

Il congresso europeo conferma quindi come la radiologia rappresenti uno dei settori in cui la trasformazione tecnologica della medicina sta procedendo più rapidamente, con implicazioni che riguardano non solo gli strumenti diagnostici ma anche il modo stesso di lavorare dei professionisti sanitari.

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