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Neurochirurgia della base cranica: al Neuromed una tecnica più semplice per monitorare i nervi oculari

Tecnologia e Innovazione

Lo studio, pubblicato sulla rivista Neurosurgical Review, descrive una procedura che consente di controllare in modo più semplice e rapido i nervi responsabili dei movimenti oculari durante l’intervento, riducendo i tempi e migliorando il riscontro intraoperatorio.

Monitoraggio più rapido e meno invasivo

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Durante gli interventi alla base cranica, il rischio di danneggiare i nervi oculomotori è significativo e può causare disturbi come diplopia o difficoltà nel coordinare lo sguardo. La nuova tecnica consente di monitorare questi nervi in tempo reale, offrendo al chirurgo indicazioni immediate sulla loro funzionalità.

Il metodo, introdotto dal neurochirurgo Paolo Di Russo, prevede il posizionamento diretto degli elettrodi nei muscoli oculari da parte del chirurgo stesso, senza la necessità di procedure aggiuntive o del coinvolgimento di uno specialista oculista.

Questo approccio riduce drasticamente i tempi di preparazione: da oltre un’ora a pochi minuti, rendendo l’intervento più snello e meno invasivo per il paziente.

Controllo in tempo reale e maggiore sicurezza

Il monitoraggio avviene attraverso due modalità complementari, che permettono di valutare costantemente l’integrità dei nervi durante le fasi più delicate della chirurgia. La stabilità dei segnali è associata a un basso rischio di complicanze post-operatorie, mentre eventuali variazioni possono guidare il chirurgo nelle decisioni intraoperatorie.

Secondo i ricercatori, esiste una chiara correlazione tra i dati rilevati durante l’intervento e gli esiti clinici successivi, offrendo così uno strumento affidabile per prevedere il recupero del paziente.

Applicazioni e lavoro multidisciplinare

La tecnica è stata testata su 40 pazienti operati per tumori della base cranica, tra cui meningiomi e neurinomi in prossimità dei nervi oculomotori, dimostrando un elevato profilo di sicurezza e un basso tasso di complicanze.

Un elemento chiave è l’integrazione con il monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio già attivo al Neuromed, grazie alla collaborazione tra neurochirurghi e tecnici specializzati come Viviana Baiano e Fabio Di Rienzo.

Verso una diffusione più ampia

Sebbene i risultati derivino da uno studio monocentrico, l’approccio apre prospettive importanti per una diffusione più ampia della tecnica, con l’obiettivo di migliorare la preservazione delle funzioni neurologiche e la qualità di vita dei pazienti sottoposti a interventi complessi.

In un ambito delicato come la neurochirurgia della base cranica, innovazioni di questo tipo rappresentano un passo significativo verso interventi sempre più sicuri, precisi e personalizzati.

Tecnologia e Innovazione
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