Canali Minisiti ECM

Sanità, Humanitas e il ruolo del privato accreditato: tra investimenti, qualità e sostenibilità

Sanità pubblica Redazione politico sanitaria | 20/04/2026 16:03

Rocca: “Risparmi per 1,2 miliardi”. Meloni: “Modello virtuoso”. Il contributo del privato accreditato si gioca su investimenti e capacità organizzativa, più che su un risparmio diretto per il SSN

Il rapporto tra pubblico e privato nella sanità torna al centro del confronto in occasione dei trent’anni di Humanitas e dell’inaugurazione del nuovo centro di protonterapia. Un passaggio accompagnato da una doppia narrazione: da un lato il valore degli investimenti e della qualità clinica, dall’altro il tema della sostenibilità economica per il Servizio sanitario nazionale.

"Con le prestazioni che abbiamo erogato abbiamo fatto risparmiare al servizio sanitario nazionale 1 miliardo e duecento milioni", ha dichiarato il presidente di Humanitas Gianfelice Rocca, rivendicando il contributo del gruppo all’equilibrio del sistema.

pubblicità

Un’impostazione ripresa anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in una lettera ha definito Humanitas "un esempio concreto di successo della sinergia tra pubblico e privato", sottolineando come il governo abbia destinato "oltre un miliardo di euro" a progetti legati a nuove cure, ricerca e innovazione, anche attraverso il Pnrr.

Il ruolo degli investimenti privati

Il caso Humanitas si inserisce in un modello ormai consolidato: strutture private accreditate che operano all’interno del SSN, erogando prestazioni a carico del pubblico ma sostenendo direttamente gli investimenti tecnologici.

È il caso della protonterapia, una tecnologia ad alta complessità che richiede capitali rilevanti e che, in questo schema, non grava direttamente sulla spesa pubblica in fase di realizzazione. In questo senso, il contributo del privato riguarda soprattutto la capacità di ampliare l’offerta e accelerare l’adozione di tecnologie avanzate, mantenendo le prestazioni all’interno del sistema sanitario nazionale.

Il tema del "risparmio"

Più articolata è la questione del risparmio rivendicato. Nel sistema sanitario italiano, le prestazioni erogate dal privato accreditato sono remunerate con tariffe definite a livello pubblico. Questo significa che, a parità di prestazione, il costo sostenuto dal SSN è in linea con quello previsto anche per le strutture pubbliche.

Nel caso della mobilità interregionale, inoltre, non si genera un risparmio complessivo, ma una redistribuzione della spesa: se un paziente si cura fuori regione, il costo viene trasferito dalla regione di residenza a quella che eroga la prestazione.

Il contributo economico del privato accreditato si colloca quindi su altri piani: gli investimenti diretti, l’organizzazione dei servizi e, in alcuni casi, la capacità di trattenere pazienti che altrimenti si rivolgerebbero a strutture estere, con una perdita di controllo della spesa per il sistema nazionale.

Qualità, accesso e organizzazione

Il riconoscimento della qualità clinica delle strutture ad alta specializzazione, come Humanitas, non è in discussione. Il punto riguarda piuttosto le condizioni in cui il loro contributo si traduce in un vantaggio per il sistema nel suo complesso.

Da un lato, la possibilità di offrire cure avanzate e attrarre pazienti, anche dall’estero. Dall’altro, la necessità di mantenere equilibrio tra offerta pubblica e privata, garantendo accesso uniforme e sostenibilità. Meloni ha richiamato il tema in chiave strategica, parlando di "leva per difendere il diritto alla salute e affrontare sfide complesse come l’invecchiamento e le malattie croniche".

Un equilibrio ancora aperto

Il confronto sul ruolo del privato accreditato si muove quindi tra due piani: quello della qualità e dell’innovazione, e quello della sostenibilità economica. Se il primo appare consolidato, il secondo resta legato ai criteri con cui si misura il contributo al sistema.

La questione non è se il privato accreditato sia parte del Servizio sanitario nazionale, ma in quali condizioni questa integrazione produca efficienza reale, senza spostare semplicemente i costi o le responsabilità all’interno del sistema.

Commenti

I Correlati

Secondo Vaccines Europe il 41% dei vaccini in pipeline è destinato a malattie senza protezione. Farmindustria richiama il ruolo della prevenzione come investimento per il SSN

Dal “paziente medio” alla prescrizione su base genetica: il dossier Aifa traccia la transizione verso la medicina di precisione. Ma la vera sfida è organizzativa e riguarda sostenibilità ed equità

Stop di 24 ore per i lavoratori della sanità privata e accreditata. Al centro il mancato rinnovo dei contratti Aiop e Aris e il tema delle regole per l’accreditamento

Rilevazione Adnkronos 2026: il 70% degli italiani ha rinunciato almeno una volta a esami o terapie per i tempi di attesa. In calo la fiducia nel sistema pubblico

Ti potrebbero interessare

Il decreto interviene su organici e investimenti per sostenere il Ssn nella fase finale di attuazione del Pnrr.

In vista della nuova edizione del Pncar, l’Istituto superiore di sanità raccoglie contributi su punti di forza e criticità del piano 2022-2025

Scotti chiede un confronto urgente per avviare il rinnovo della medicina convenzionata 2025-2027. Tra le priorità diagnostica di primo livello, integrazione con le farmacie e ruolo dei medici nelle Case di comunità

Case e ospedali di comunità e sicurezza degli ospedali: via libera all’uso dei fondi dell’articolo 20 per integrare i costi. Eliminato il vincolo legato al Fondo opere indifferibili

Ultime News

Più letti