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Sanità, Humanitas e il ruolo del privato accreditato: tra investimenti, qualità e sostenibilità

Rocca: “Risparmi per 1,2 miliardi”. Meloni: “Modello virtuoso”. Il contributo del privato accreditato si gioca su investimenti e capacità organizzativa, più che su un risparmio diretto per il SSN
Sanità pubblica

Il rapporto tra pubblico e privato nella sanità torna al centro del confronto in occasione dei trent’anni di Humanitas e dell’inaugurazione del nuovo centro di protonterapia. Un passaggio accompagnato da una doppia narrazione: da un lato il valore degli investimenti e della qualità clinica, dall’altro il tema della sostenibilità economica per il Servizio sanitario nazionale.

"Con le prestazioni che abbiamo erogato abbiamo fatto risparmiare al servizio sanitario nazionale 1 miliardo e duecento milioni", ha dichiarato il presidente di Humanitas Gianfelice Rocca, rivendicando il contributo del gruppo all’equilibrio del sistema.

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Un’impostazione ripresa anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in una lettera ha definito Humanitas "un esempio concreto di successo della sinergia tra pubblico e privato", sottolineando come il governo abbia destinato "oltre un miliardo di euro" a progetti legati a nuove cure, ricerca e innovazione, anche attraverso il Pnrr.

Il ruolo degli investimenti privati

Il caso Humanitas si inserisce in un modello ormai consolidato: strutture private accreditate che operano all’interno del SSN, erogando prestazioni a carico del pubblico ma sostenendo direttamente gli investimenti tecnologici.

È il caso della protonterapia, una tecnologia ad alta complessità che richiede capitali rilevanti e che, in questo schema, non grava direttamente sulla spesa pubblica in fase di realizzazione. In questo senso, il contributo del privato riguarda soprattutto la capacità di ampliare l’offerta e accelerare l’adozione di tecnologie avanzate, mantenendo le prestazioni all’interno del sistema sanitario nazionale.

Il tema del "risparmio"

Più articolata è la questione del risparmio rivendicato. Nel sistema sanitario italiano, le prestazioni erogate dal privato accreditato sono remunerate con tariffe definite a livello pubblico. Questo significa che, a parità di prestazione, il costo sostenuto dal SSN è in linea con quello previsto anche per le strutture pubbliche.

Nel caso della mobilità interregionale, inoltre, non si genera un risparmio complessivo, ma una redistribuzione della spesa: se un paziente si cura fuori regione, il costo viene trasferito dalla regione di residenza a quella che eroga la prestazione.

Il contributo economico del privato accreditato si colloca quindi su altri piani: gli investimenti diretti, l’organizzazione dei servizi e, in alcuni casi, la capacità di trattenere pazienti che altrimenti si rivolgerebbero a strutture estere, con una perdita di controllo della spesa per il sistema nazionale.

Qualità, accesso e organizzazione

Il riconoscimento della qualità clinica delle strutture ad alta specializzazione, come Humanitas, non è in discussione. Il punto riguarda piuttosto le condizioni in cui il loro contributo si traduce in un vantaggio per il sistema nel suo complesso.

Da un lato, la possibilità di offrire cure avanzate e attrarre pazienti, anche dall’estero. Dall’altro, la necessità di mantenere equilibrio tra offerta pubblica e privata, garantendo accesso uniforme e sostenibilità. Meloni ha richiamato il tema in chiave strategica, parlando di "leva per difendere il diritto alla salute e affrontare sfide complesse come l’invecchiamento e le malattie croniche".

Un equilibrio ancora aperto

Il confronto sul ruolo del privato accreditato si muove quindi tra due piani: quello della qualità e dell’innovazione, e quello della sostenibilità economica. Se il primo appare consolidato, il secondo resta legato ai criteri con cui si misura il contributo al sistema.

La questione non è se il privato accreditato sia parte del Servizio sanitario nazionale, ma in quali condizioni questa integrazione produca efficienza reale, senza spostare semplicemente i costi o le responsabilità all’interno del sistema.

Sanità pubblica
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