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Obesità

Obesità metabolica e declino cognitivo: nuove frontiere nella diagnosi

L’obesità di mezza età è associata a declino cognitivo e demenza, ma il BMI da solo non descrive il rischio reale. La disfunzione metabolica e l’adiposità addominale emergono come fattori chiave, richiedendo una valutazione clinica più completa.
Obesità

L’obesità di mezza età rappresenta un fattore di rischio consolidato per declino cognitivo e demenza, ma evidenze recenti indicano che si tratti di una condizione eterogenea in cui l’indice di massa corporea (BMI) da solo può sovrastimare o sottostimare i rischi per la salute. Infatti, la comunità scientifica ha introdotto il concetto di fenotipi metabolici dell’obesità, distinguendo individui con BMI simile in base al profilo metabolico. L’obesità metabolicamente sana (MHO) riguarda individui con un BMI elevato, ma senza le tipiche alterazioni metaboliche, e comporta un rischio inferiore di esiti avversi rispetto a chi ha un profilo metabolico non sano. Questi dati suggeriscono che la disfunzione metabolica, più che l’eccesso ponderale, possa essere il principale fattore associato al declino cognitivo.

Gran parte delle ricerche sui fenotipi metabolici si è concentrata sugli esiti cardiovascolari, mentre gli studi sugli esiti cognitivi rimangono limitati. Inoltre, le definizioni tradizionali di MHO, basate sui criteri NCEP-ATP III, classificano come metabolicamente sani gli individui con al massimo un fattore di rischio metabolico.

Recentemente, sono state proposte definizioni più rigorose che richiedono BMI nell’intervallo dell’obesità, basso rapporto vita-fianchi (WHR) e assenza di ipertensione o diabete, associate a un rischio cardiovascolare più basso rispetto ai criteri convenzionali. Recentemente è stato dimostrato che, più che l’eccesso di peso, è la disfunzione metabolica a rappresentare un predittore significativo del declino cognitivo. Infatti, il WHR emerge come marcatore clinico più informativo del BMI, mentre la PCR non sembra mediare l’associazione, sottolineando la complessità dei meccanismi infiammatori e neurovascolari coinvolti. L’adozione di definizioni più rigorose di salute metabolica non ha modificato sostanzialmente le associazioni, ma rafforza la necessità di distinguere tra obesità metabolicamente sana e non sana nella pratica clinica.

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In questo contesto di crescente complessità nella definizione e valutazione dell’obesità, particolare rilevanza assumono anche le recenti raccomandazioni delle società scientifiche per le fasce di età più avanzate. La dichiarazione di posizione dell'Associazione Europea per lo Studio dell'Obesità (EASO) aggiorna le linee guida del 2012, offrendo una panoramica completa sull'epidemiologia, la fisiopatologia, le implicazioni cliniche e la gestione dell'obesità negli adulti di età ≥65 anni. In particolare, vengono delineati quattro concetti chiave: (1) l'obesità riguarda fino a un terzo della popolazione anziana globale, con variazioni in base a sesso e area geografica; (2) l'invecchiamento determina modificazioni nella composizione corporea, nell'ambiente ormonale e in fattori legati allo stile di vita, predisponendo all'accumulo di grasso e all'obesità sarcopenica; (3) l'indice di massa corporea da solo non è sufficiente per la valutazione: è necessaria un'analisi della composizione corporea, dello stato psicologico e della prestazione funzionale; (4) è raccomandato un approccio multimodale, comprendente una moderata restrizione calorica con un adeguato apporto proteico, esercizio fisico strutturato, supporto comportamentale e, quando indicato, farmaci o chirurgia bariatrica.

Nel complesso, l’obesità emerge come una condizione eterogenea in cui il declino cognitivo è maggiormente associato alla disfunzione metabolica e all’adiposità addominale piuttosto che al BMI. I dati scientifici e le raccomandazioni EASO convergono nel sottolineare i limiti del BMI come unico parametro valutativo e la necessità di un approccio multidimensionale e personalizzato, soprattutto negli anziani, orientato alla preservazione della funzionalità e della qualità della vita.

Bibliografia

Singh V, Sun J, Cheng S, Kwan AC, Velazquez A. Obesity as a Chronic Disease: A Narrative Review of Evolving Definitions, Management Strategies, and Cardiometabolic Prioritization. Adv Ther. 2025 Nov;42(11):5341-5364.

Di Vincenzo O, Minnetti M, Baker JL, Barazzoni R, Boyland E, Busetto L, Ciudin A, Dicker D, Fabryova L, Helgason T, McGowan B, Migliaccio S, Poggiogalle E, Sbraccia P, Svendsen M, Woodward E, Yumuk V, Donini LM. European Association for the Study of Obesity Position Statement on the Diagnosis and Management of Obesity in Older Adults. Obes Facts. 2025 Nov 27:1-16.

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