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Medicina interna sotto pressione, l’assistenza agli anziani diventa nodo strategico per il Servizio sanitario

Sindacato Redazione DottNet | 24/03/2026 12:35

Dai dati sui ricoveri evitabili alla carenza di personale: serve rafforzare cure territoriali e modelli assistenziali per la gestione della cronicità complessa

L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche stanno mettendo sotto forte pressione i reparti di medicina interna, sempre più chiamati a gestire pazienti con quadri clinici complessi e bisogni assistenziali articolati. È quanto emerge dall’analisi dei dati diffusi dalla Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (FADOI), commentati dalla UGL Salute, che richiama l’attenzione sulla necessità di ripensare l’organizzazione dell’assistenza.

Secondo il sindacato, investire nella salute della popolazione anziana rappresenta una priorità non solo sanitaria ma anche sociale, poiché questa fascia demografica richiede percorsi di cura personalizzati e continuità assistenziale.

La gestione dei pazienti fragili, spesso affetti da multimorbilità, comporta infatti un impegno clinico crescente che rende inadeguata la classificazione di molte strutture come a bassa intensità di assistenza. In diversi contesti ospedalieri, i posti letto risultano stabilmente saturi, con livelli di occupazione prossimi al limite.

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Uno dei nodi principali riguarda il rafforzamento della medicina territoriale. Una quota rilevante dei ricoveri ospedalieri potrebbe essere evitata attraverso servizi di prossimità più efficaci, capaci di intercettare precocemente i bisogni assistenziali e di garantire una presa in carico continuativa. In questo scenario, lo sviluppo degli Ospedali di Comunità e il potenziamento dell’assistenza domiciliare vengono indicati come strumenti fondamentali per ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere e migliorare la qualità delle cure.

Un ulteriore elemento critico è rappresentato dalla carenza di personale sanitario. Le difficoltà nel reperire medici e infermieri incidono sulla sicurezza assistenziale e sulla sostenibilità dei modelli organizzativi, soprattutto nei contesti in cui la domanda di prestazioni è in costante aumento. La valorizzazione delle competenze professionali e l’adeguamento degli organici vengono quindi considerati passaggi indispensabili per garantire risposte efficaci ai bisogni dei cittadini più vulnerabili.

Integrare ospedale e territorio, investire in tecnologie e rafforzare la rete dei servizi sono, secondo gli esperti, le condizioni necessarie per trasformare l’invecchiamento della popolazione in una gestione strutturata della cronicità. Un approccio coordinato potrebbe contribuire a rendere il sistema sanitario più resiliente e preparato alle sfide future.

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