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Allergie e asma grave, a Bari il Congresso AAIITO: focus su nuove terapie e criticità dell’assistenza

Allergologia Annalucia Migliozzi | 08/05/2026 13:12

Dal 9 all’11 maggio specialisti e associazioni pazienti a confronto su anafilassi, farmaci biologici, microbiota e accesso alle cure.

Allergie, asma grave, anafilassi e nuove frontiere della medicina personalizzata saranno al centro del Congresso Nazionale AAIITO 2026, in programma dal 9 all’11 maggio al The Nicolaus Hotel di Bari. L’evento, promosso dall’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri, riunirà specialisti, società scientifiche e associazioni di pazienti per affrontare le principali sfide cliniche e organizzative dell’allergologia moderna.

Le malattie allergiche rappresentano oggi una delle patologie croniche più diffuse: in Italia si stima che fino a un cittadino su tre soffra di una forma allergica, mentre in Europa i pazienti superano i 150 milioni. Un fenomeno in crescita, favorito anche da cambiamenti climatici, inquinamento e modifiche degli stili di vita.

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Asma grave e terapie biologiche

Tra i temi principali del congresso ci sarà l’asma grave e non controllato, che continua a rappresentare una criticità clinica nonostante l’arrivo di terapie innovative.

In Italia l’asma interessa circa 2,5 milioni di persone e una quota significativa di pazienti non riesce ancora a raggiungere un adeguato controllo della malattia. Durante il congresso verranno approfonditi il ruolo dei farmaci biologici, dei biomarcatori e della medicina personalizzata, insieme al modello della Unified Airway Disease, che punta a una gestione integrata delle patologie delle vie aeree superiori e inferiori.

“Le allergie oggi rappresentano una sfida sanitaria molto più ampia di quanto comunemente si percepisca”, spiega Francesco Murzilli, presidente AAIITO. “Stiamo vivendo una fase di profonda evoluzione scientifica, con nuove conoscenze immunologiche e trattamenti biologici che stanno cambiando la storia naturale di molte malattie allergiche”.

Anafilassi e accesso all’adrenalina

Ampio spazio sarà dedicato anche all’anafilassi, la più grave reazione allergica acuta. Verranno presentati dati italiani che evidenziano ancora forti differenze regionali nell’accesso all’adrenalina autoiniettabile, presidio salvavita fondamentale nelle emergenze allergiche.

Il congresso analizzerà inoltre le criticità legate alla formazione dei pazienti e alla gestione territoriale dell’emergenza, insieme al tema della corretta dose di adrenalina, considerata decisiva per efficacia e sicurezza del trattamento.

Ricerca clinica e nuove evidenze italiane

Tra i contributi scientifici presentati figurano anche nuovi dati italiani sull’esofagite eosinofila e uno studio multicentrico sul valore diagnostico dei test cutanei nelle reazioni ai mezzi di contrasto iodati.

Non mancheranno approfondimenti sul rapporto tra microbiota intestinale, alimentazione e sistema immunitario, con particolare attenzione al possibile impatto dei cibi ultra-processati sull’aumento delle patologie immuno-mediate.

LEA, accesso alle cure e sostenibilità del sistema

Accanto agli aspetti scientifici, il congresso affronterà le difficoltà organizzative dell’assistenza allergologica italiana. Durante la cerimonia inaugurale è prevista una tavola rotonda dedicata ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), all’appropriatezza delle cure e alle criticità nell’accesso ai percorsi specialistici.

“A fronte della crescente prevalenza delle malattie allergiche, si registra ancora un ridotto investimento di risorse e una scarsa attenzione istituzionale”, sottolinea Murzilli. “Il rischio è che il sistema non riesca più a sostenere la domanda crescente di cure allergologiche”.

Intelligenza artificiale e futuro dell’allergologia

Il programma includerà infine sessioni dedicate all’intelligenza artificiale applicata all’allergologia, alla diagnostica molecolare avanzata e all’impatto dei cambiamenti climatici sull’aumento delle allergie respiratorie.

“L’allergologia moderna è sempre più interdisciplinare”, conclude Murzilli. “Lo specialista oggi deve integrare competenze diverse, diagnostica avanzata e capacità strutturate di presa in carico del paziente”.

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