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Meningococco, prevenzione da rafforzare: gli esperti indicano le priorità per l’Italia

Vaccini Redazione scientifica | 30/03/2026 13:07

Nuovo documento della SItI: vaccinazioni tempestive, richiami e focus sugli adolescenti per contrastare una patologia rara ma ad alto impatto

In un contesto internazionale segnato da una rinnovata attenzione verso le infezioni meningococciche, anche alla luce di recenti focolai segnalati in Europa, la comunità scientifica italiana richiama l’urgenza di rafforzare le strategie di prevenzione. A farlo è la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), che ha pubblicato un documento aggiornato sull’epidemiologia e sul ruolo della vaccinazione contro il meningococco.

La malattia meningococcica invasiva, pur essendo relativamente rara, continua a rappresentare una minaccia significativa per la salute pubblica. Si tratta infatti di un’infezione imprevedibile, capace di evolvere rapidamente e di causare esiti gravi o permanenti in circa un quinto dei sopravvissuti. I gruppi più esposti restano neonati, bambini piccoli e adolescenti, ma anche persone con condizioni di fragilità.

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Secondo i dati più recenti, in Italia si osserva un incremento dei casi: nel 2024 sono state registrate 115 segnalazioni, in aumento rispetto agli anni precedenti. Il sierogruppo B si conferma il più diffuso, con un andamento caratterizzato da due picchi di incidenza, nei primi mesi di vita e durante l’adolescenza.

Il documento della SItI, elaborato da un panel multidisciplinare di esperti, individua una serie di interventi prioritari per migliorare la prevenzione. Tra questi, la somministrazione dei vaccini nei tempi raccomandati, il potenziamento delle dosi di richiamo e l’estensione dell’offerta vaccinale agli adolescenti, fascia di popolazione chiave nella trasmissione del batterio a causa dell’elevata quota di portatori sani.

Non meno rilevante è il tema della comunicazione: rafforzare l’informazione rivolta a famiglie e operatori sanitari viene indicato come un passaggio cruciale per aumentare l’adesione alle campagne vaccinali. Allo stesso tempo, gli esperti sottolineano la necessità di implementare sistemi di chiamata attiva e promemoria, strumenti considerati efficaci per migliorare le coperture.

Nonostante la disponibilità di vaccini efficaci, permangono infatti diverse criticità. Le coperture pediatriche restano al di sotto dei target, con meno dell’80% dei bambini vaccinati contro il meningococco B entro i 24 mesi. A ciò si aggiungono ritardi nell’avvio dei cicli vaccinali e differenze significative tra le regioni, soprattutto per quanto riguarda l’offerta rivolta agli adolescenti.

Gli specialisti ribadiscono che la vaccinazione rappresenta il presidio più efficace per proteggere i singoli individui, limitare la circolazione del batterio e favorire lo sviluppo dell’immunità di comunità. Tuttavia, per ottenere risultati concreti è necessario un approccio coordinato, che integri sorveglianza epidemiologica, programmazione sanitaria e interventi mirati.

Il documento si propone quindi come uno strumento operativo per istituzioni e professionisti della salute, con l’obiettivo di rendere più omogenee ed efficaci le politiche vaccinali su tutto il territorio nazionale. In uno scenario epidemiologico in evoluzione, la sfida resta quella di anticipare il rischio, garantendo una prevenzione tempestiva e capillare.

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