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Al San Camillo-Forlanini la mammografia con IA integrata a supporto della diagnosi senologica

Tecnologia e Innovazione Lucia Oggianu | 23/04/2026 11:24

Un modello organizzativo e tecnologico che riorganizza refertazione e biopsia mammaria, migliorando accuratezza diagnostica ed efficienza dei percorsi clinico-assistenziali

La diagnostica senologica del San Camillo-Forlanini di Roma compie un’evoluzione significativa grazie all’integrazione di sistemi di intelligenza artificiale nei mammografi di ultima generazione. Un avanzamento che non riguarda solo l’aggiornamento delle apparecchiature, ma introduce un nuovo assetto tecnologico e organizzativo pensato per supportare il lavoro dei radiologi, aumentare la precisione diagnostica e rendere più efficienti i percorsi assistenziali.

L’innovazione ridisegna l’intero sistema della senologia: software, strumenti e flussi di lavoro vengono integrati in modo strutturato. Una configurazione che pone la Breast Unit del San Camillo tra le strutture di riferimento nel servizio pubblico per la mammografia avanzata.

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Refertazione avanzata e riduzione del carico cognitivo

Sul fronte della refertazione, i radiologi operano su nuove workstation dotate di monitor ad altissima risoluzione e strumenti evoluti per l’analisi delle immagini. Un software dedicato consente la valutazione oggettiva della densità del tessuto mammario, parametro clinicamente rilevante perché associato al rischio di carcinoma della mammella.

A questo si affianca una tecnologia di tomosintesi avanzata che consente di ridurre del 66% il numero di slice da analizzare, mantenendo inalterato il contenuto informativo. La riduzione del volume di immagini determina un alleggerimento del carico cognitivo del radiologo, stimato intorno al 13%, con benefici evidenti soprattutto nelle sessioni di lettura prolungate.

Supporto decisionale e ottimizzazione dei flussi di lavoro

Nell’attività clinica è stato integrato un sistema di intelligenza artificiale in grado di evidenziare automaticamente le aree sospette, come microcalcificazioni o alterazioni della struttura tissutale, e di suggerire le priorità di lettura. Studi preliminari indicano un miglioramento della capacità di individuazione delle lesioni fino al 9%, confermando il ruolo dell’IA come strumento di supporto decisionale e non sostitutivo dell’esperienza clinica.

"Non si tratta solo di potenza di calcolo, ma di efficienza dei processi – spiega Annarita Caporaso, direttore della UOC Ingegneria Clinica –. L’obiettivo è affiancare l’esperienza del medico con un’architettura tecnologica capace di ridurre il volume di dati da analizzare, migliorando il flusso di lavoro e garantendo la massima sicurezza clinica".

Biopsie con mezzo di contrasto e semplificazione dei percorsi

I mammografi di ultima generazione consentono di eseguire il prelievo bioptico direttamente su immagini con mezzo di contrasto (CEM), integrando in un’unica procedura la localizzazione della lesione e il campionamento. Questo approccio permette, in molti casi, di evitare il ricorso alla biopsia guidata da risonanza magnetica, riducendo complessità organizzativa e impatto sul percorso della paziente.

Un apposito dispositivo meccanico consente inoltre di raggiungere lesioni in sedi difficili. "Oggi disponiamo di strumenti che permettono di individuare dettagli difficilmente rilevabili a occhio nudo – sottolinea Francesca Svegliati, responsabile della UOSD Diagnostica per Immagini in Senologia –. Questo si traduce in una stadiazione locale più precisa direttamente in reparto e in percorsi più rapidi e meno stressanti per le pazienti".

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